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Sono quattro le persone iscritte nel registro degli indagati nell’inchiesta della Procura di Avellino sulla morte di Giovanna Lo Chiatto, la 32enne di Forino deceduta venerdì mattina insieme al bambino che portava in grembo, a pochi giorni dalla nascita.

Tra gli indagati figurerebbero anche alcuni medici dell’ospedale Moscati di Avellino che hanno seguito la donna durante la gravidanza. L’iscrizione nel registro degli indagati, disposta nell’ambito degli accertamenti della Procura, consentirà agli interessati di partecipare con propri consulenti alle attività investigative irripetibili.

Il fascicolo, coordinato dal sostituto procuratore Italo De Felice, era stato inizialmente aperto contro ignoti. Ora le prime risultanze.
 Al centro dell’inchiesta c’è la ricostruzione del percorso sanitario seguito da Giovanna durante la gestazione e, in particolare, l’analisi della documentazione clinica.

Gli inquirenti dovranno accertare le cause del decesso e verificare se la 32enne fosse affetta da eventuali patologie o condizioni che avrebbero potuto essere individuate e gestite nel corso della gravidanza. Al momento, naturalmente, non risultano accertate responsabilità a carico degli indagati.

Un primo elemento decisivo per l’inchiesta arriverà dall’autopsia, il cui incarico sarà conferito dalla Procura di Avellino martedì 6 ottobre alle 10.30.

L’esame dovrà stabilire le cause della morte di Giovanna e fornire elementi utili a comprendere anche le circostanze del decesso del bambino, che sarebbe dovuto nascere a giorni e che la famiglia aveva deciso di chiamare Francesco.

Saranno inoltre acquisiti e analizzati gli esami e la documentazione relativa alla gravidanza, per ricostruire il quadro clinico della donna e verificare eventuali anomalie o condizioni patologiche.

La famiglia di Giovanna Lo Chiatto è assistita dagli avvocati Innocenzo Massaro e Livio Liguori, che potranno nominare propri consulenti per partecipare agli accertamenti.

L’inchiesta dovrà ora chiarire, attraverso gli esami medico-legali e l’analisi della documentazione sanitaria, cosa abbia provocato il malore fatale e se vi siano eventuali profili di responsabilità nella gestione della gravidanza.