Tempo di lettura: 3 minuti

Futuro Nazionale accelera il passo in Campania e sceglie Avellino come rampa di lancio per il proprio radicamento territoriale. In occasione dell’incontro “Direzione Futuro”, tenutosi al Cinema Teatro Partenio per la prima assemblea regionale del movimento, i rappresentanti locali e nazionali del partito fondato sul perimetro politico del generale Roberto Vannacci hanno tracciato la rotta in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, rivendicando autonomia strategica e coerenza sulle battaglie storiche.

Ad aprire i lavori è stato Lello Di Capua, esponente di Futuro Nazionale Campania, che ha rivendicato la chiarezza della linea politica tenuta finora. Ricordando l’operato di Vannacci in sede europea, Di Capua ha sottolineato come il tema della gestione dei flussi migratori rappresenti un pilastro fondamentale dell’azione del movimento, richiamando anche i recenti fatti di Ceuta per ribadire la necessità di un contrasto fermo all’immigrazione incontrollata. Ma il passaggio più politico ha riguardato la strategia elettorale: Di Capua ha chiarito che il partito punta a incidere concretamente sui processi decisionali ed entrare nelle istituzioni dalla porta principale, senza escludere la possibilità di correre in solitaria se le convergenze con i potenziali alleati di centrodestra non dovessero fondarsi su una reale sintesi programmatica.

L’attenzione si è poi spostata sull’attività parlamentare con l’intervento del deputato Attilio Pierro, che ha rivendicato le battaglie portate avanti alla Camera. Pierro ha criticato l’atteggiamento delle altre forze politiche, compresa la maggioranza, accusata di non aver sostenuto le proposte del movimento su temi cruciali come la legittima difesa, l’edilizia popolare e la tutela di chi si difende. Il parlamentare ha inoltre illustrato gli emendamenti depositati dal gruppo: da un lato la richiesta di proroga dei termini per i cantieri del PNRR — per evitare che la metà dei Comuni italiani si trovi costretta a restituire i fondi o a fare debiti per opere incompiute — e dall’altro norme più stringenti sul tema della cittadinanza e sui controlli per chi beneficia di aiuti di Stato o alloggi pubblici pur possedendo beni all’estero.

A tratteggiare il quadro organizzativo e programmatico per la provincia di Avellino è stato infine Sabino Morano, componente dell’Assemblea nazionale. Morano ha rivendicato una crescita costante nel territorio irpino, indicando il traguardo imminente delle mille tessere e annunciando nuove adesioni tra gli amministratori locali, a partire dal coinvolgimento di un consigliere comunale di Solofra. Sul piano dello sviluppo territoriale, l’analisi di Morano si è concentrata sul contrasto allo spopolamento delle aree interne: non solo incentivi occupazionali, ma un forte piano di investimenti nelle infrastrutture materiali e, soprattutto, nella copertura digitale, considerata ormai indispensabile per permettere ai giovani di restare e per offrire nuove prospettive a un territorio che non può più affidarsi unicamente al vecchio modello industriale.