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Non c’è ancora un progetto nero su bianco, eppure a Salerno la notizia ha già fatto scattare la mobilitazione generale. Più che un’opposizione urbanistica, siamo di fronte a un capolavoro di scaramanzia e sfottò campanilistico. Al centro di tutto c’è lui, il vero protagonista indiscusso della protesta: lo striscione firmato dal comitato “Giù le mani dal Porticciolo”.

Con il maltempo che ha mandato all’aria l’assemblea pubblica, gli attivisti di Pastena non si sono persi d’animo. Visto che la pioggia impediva di discutere civilmente carte e permessi, hanno preferito affidarsi alla nobile arte dello striscione provocatorio, indirizzato dritto al cuore del nuovo azionista della Polo Nautico Srl — nonché patron dell’Us Avellino Calcio, Angelo Antonio D’Agostino.

La stoccata è di quelle che lasciano il segno e fanno sorridere anche gli avversari: “Il tuo porto fallo ad Avellino”, rimandando la manifestazione a domenica prossima, meteo permettendo

Di seguito la lettera integrale a firma del Comitato “Giù le mani dal Porticciolo”: inviata ad Angelo Antonio D’Agostino, al Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico: 

“Gentile sig. D’Agostino, Gentile Sindaco, Gentile Presidente,
care salernitane e cari salernitani,
abbiamo appreso dagli organi di stampa dell’acquisizione del Polo Nautico da parte dell’imprenditore edile Angelo Antonio D’Agostino, il quale avrebbe rilevato, insieme alla struttura alberghiera, anche i diritti relativi al Porto turistico Marina di Pastena.
Riguardo tale progetto, e sempre e soltanto attraverso i mezzi d’informazione, siamo venuti a conoscenza che il costruttore irpino sarebbe anche il promotore della nuova revisione pervenuta al sindaco di Salerno il mese scorso, i cui dettagli quest’ultimo non ha inteso chiarire.
Informare la cittadinanza rappresenta per noi una questione prioritaria e ineludibile. Come Comitato «Giù le mani dal Porticciolo», radicata realtà civica del territorio, in questi 15 anni abbiamo promosso eventi, assemblee pubbliche e iniziative di sensibilizzazione affinché il quartiere venisse realmente a conoscenza di quanto pianificato per quest’area.
La risposta e la volontà di residenti e cittadini si sono espresse attraverso le oltre 2.500 firme raccolte la scorsa primavera, in poche settimane, a sostegno della salvaguardia del Porticciolo di Pastena e di un percorso di riqualificazione condivisa.
Ancora più emblematica è stata poi la nutrita partecipazione al procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale in corso, con la presentazione di tante osservazioni critiche al progetto: una dimostrazione di impegno civico attivo, di tempo e di studio dedicati alla causa, che ha sorpreso e colpito anche noi che pure conosciamo il profondo legame della comunità con questo luogo.
Noi non siamo mai stati contrari alla cura e al miglioramento del litorale. Al contrario, crediamo che il Porticciolo e il lungomare orientale meritino attenzione e interventi capaci di valorizzarli. Ma riqualificare non significa stravolgere l’area, compromettere le sue consolidate funzioni sociali o sostituire il patrimonio ambientale esistente.

Sappiamo anche che è stata proprio l’opposizione popolare al Marina di Pastena ad aver reso ora necessaria l’ipotesi di una nuova proposta progettuale, ridimensionata rispetto a quella originaria.
Ad oggi, tuttavia, non ne conosciamo i contenuti e la parziale riduzione dell’intervento non costituisce, di per sé, una risposta alle criticità sollevate, né scioglie i dubbi sull’opportunità di una sua realizzazione.
È quindi fondamentale avere contezza delle opere previste, delle strutture e delle volumetrie confermate, delle conseguenze sul paesaggio e sull’ambiente, delle ragioni di interesse pubblico che dovrebbero giustificare l’intervento e di quali alternative meno impattanti siano state considerate.

Al sig. D’Agostino chiediamo di confermare l’avvenuta acquisizione del Polo Nautico e, in tal caso, di rendere disponibile al Comitato e alla cittadinanza la nuova proposta progettuale nella sua interezza, comprensiva degli elaborati necessari a comprenderne pienamente contenuti ed effetti sull’area.
Al Sindaco e all’Amministrazione comunale chiediamo di chiarire lo stato amministrativo della nuova proposta, se essa sia stata formalmente depositata e in che modo si rapporti al progetto originario sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale.
Riteniamo infatti necessario sapere se si tratti di una revisione o di una nuova configurazione progettuale e quali conseguenze ne derivino sul piano amministrativo e autorizzativo.

Chiediamo pertanto di illustrare quali verifiche e procedure siano necessarie in materia ambientale, paesaggistica, urbanistica e demaniale, nonché rispetto al percorso di partenariato pubblico-privato, accertando che le valutazioni e le autorizzazioni necessarie siano riferite all’intervento effettivamente proposto e che siano rispettati gli adempimenti e le forme di partecipazione previsti dalla legge.

Al Presidente della Regione Campania chiediamo di fornire delucidazioni su quali siano gli atti e le competenze regionali coinvolti nel procedimento e quale ruolo la Regione intenda svolgere rispetto alla nuova proposta, anche alla luce dell’iter progettuale avviato negli anni precedenti.
Se esiste davvero la volontà di inaugurare una nuova stagione di ascolto, chiediamo che il Comitato «Giù le mani dal Porticciolo» venga coinvolto – come interlocutore autonomo e riconosciuto – in ogni eventuale discussione sul futuro dell’area e che il confronto sia pubblico e trasparente, senza ridursi a una consultazione successiva su scelte già definite.
Si parta da qui: risposte chiare, documenti accessibili e partecipazione reale.
Ci rivolgiamo alla cittadinanza affinché continui a non arrendersi all’idea che il futuro del Porticciolo sia una questione riservata ad amministratori locali e interessi imprenditoriali. Riguarda invece tutti noi: chi vive il quartiere, chi frequenta i suoi luoghi e chiunque riconosca nel rapporto tra la città e il mare un patrimonio collettivo da tutelare.

Il nostro Comitato continuerà a impegnarsi per la salvaguardia di questo bene comune, delle sue spiagge e della libera fruizione della costa, nella convinzione che il suo avvenire non possa essere deciso senza il coinvolgimento dell’intera comunità”.