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Per la prima volta il Coldiretti porta il suo Villaggio Contadino ad Avellino, trasformando il cuore della città in una grande “città della terradal 24 al 26 aprile. Un appuntamento che va oltre la semplice esposizione, diventando un momento di riflessione e rilancio per tutto il comparto agricolo irpino. Al centro dell’evento, oltre alle eccellenze del territorio e al contatto diretto tra produttori e cittadini, c’è soprattutto una visione chiara del futuro. A ribadirla con forza è la presidente di Coldiretti Avellino, Veronica Barbati ai nostri microfoni, che individua proprio nel Villaggio un punto di svolta per il settore: “Questo è il primo Villaggio Contadino di Coldiretti a livello provinciale qui ad Avellino. Per noi rappresenta una grande opportunità per mostrare con forza il valore della nostra agricoltura, sia dal punto di vista economico che valoriale”.

Un passaggio che sottolinea come l’iniziativa non sia soltanto una vetrina, ma uno strumento concreto di narrazione e posizionamento del comparto agricolo locale. Barbati insiste infatti su un concetto chiave, destinato a diventare il filo conduttore della manifestazione: “Questo Villaggio più che un approdo è un punto di partenza. È necessario oggi più che mai rilanciare. Rilanciare! Rilanciare!“. Il richiamo, volutamente scandito e ripetuto, è un invito diretto a tutto il sistema agricolo e istituzionale a non fermarsi, ma a costruire nuove prospettive partendo proprio dal territorio. In questo senso, centrale è il tema delle nuove generazioni, spesso lontane dal mondo agricolo ma fondamentali per il suo futuro: “L’agricoltura deve essere sempre di più un’opportunità, soprattutto per i nostri ragazzi. Dobbiamo fare in modo che siano consapevoli che attraverso l’agricoltura possiamo scrivere un futuro diverso per la nostra terra“.

Un messaggio che va oltre l’economia e tocca aspetti sociali e culturali, restituendo all’agricoltura un ruolo strategico nella costruzione dell’identità e della coesione territoriale. Non manca, tuttavia, uno sguardo lucido sulle criticità del presente: “Parliamo di un’agricoltura varia, che non è priva di elementi di difficoltà, acuiti anche dal quadro geopolitico internazionale. Ma è un’agricoltura ancora forte, capace di dare prospettive e risposte alle nostre imprese e ai nostri territori“.

Le parole della presidente rafforzano il senso complessivo del Villaggio Contadino: un luogo dove tradizione e innovazione si incontrano, dove il cibo diventa strumento di racconto e consapevolezza e dove il settore primario torna al centro del dibattito pubblico. Non solo esposizione, dunque, ma un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, capace di mettere in connessione istituzioni, imprese e cittadini. In questa prospettiva, l’evento rappresenta una chiamata collettiva all’azione: valorizzare ciò che esiste, investire sul futuro e restituire all’agricoltura il ruolo che le spetta, non solo come motore economico, ma come presidio sociale, culturale e ambientale per l’intero territorio irpino. E non solo.