– Il sisma in Venezuela è stato come un “déjà-vu” per la famiglia di Fioravante De Simone, giornalista sportivo di 46 anni originario della provincia di Avellino. Nel 1980, quando l’Irpinia è stata colpita dal terremoto, aveva da poco compiuto un anno, mentre sua mamma Giovanna all’epoca aveva 28 anni e ricorda bene quella “brutta esperienza”.
Ieri pomeriggio a Caracas, nella notta italiana, le è sembrato quasi di riviverla.
“Lei si trovava ai fornelli, stava preparando la cena quando abbiamo sentito le oscillazioni. Si è spaventata – racconta il figlio – e si è messa sotto l’arco della porta, dove sono più solide le pareti”. Mentre lui, Fioravante, aveva appena iniziato a guardare a casa la partita dei mondiali Brasile – Scozia, quando c’è stata la prima scossa, intorno alle 18. “Subito dopo gli inni nazionali ho sentito uno strano suono provenire dal mio cellulare – ricorda, parlando dell’alert ricevuto sullo smartphone – ma io non avevo quella suoneria. Poi ho sentito le oscillazioni fortissime, c’è stata una scossa dopo l’altra, è stato bruttissimo”.
Dall’undicesimo piano, dove vive, è poi sceso giù insieme anche ad altri vicini e alla mamma. Sono rimasti lì, con il sole già tramontato, per circa quattro ore prima di rientrare nelle loro abitazioni.



















