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Il PalaDelMauro è un teatro che non conosce mezze misure, e la sfida contro l’Estra Pistoia ne è stata l’ennesima conferma. Il punteggio finale di 99-94 in favore dell’Unicusano Avellino Basket racconta di un successo arrivato ai supplementari, ma nasconde tra le pieghe del match una sofferenza che ha rischiato di trasformare una festa in un incubo sportivo. La vittoria irpina nasce da una prestazione a due facce, dove il dominio dei primi tre quarti si è scontrato con un vuoto pneumatico nell’ultima frazione, un blackout che ha permesso a Pistoia di risalire dal baratro e accarezzare il colpaccio esterno.

Il grande protagonista della serata, nonostante la sconfitta, è stato senza dubbio Ivan Buva. Il gigante croato ha bagnato il suo esordio con i toscani mettendo a referto 32 punti e 11 rimbalzi, una prestazione di potenza pura che ha messo a nudo le attuali fragilità fisiche del reparto lunghi di coach Di Carlo. Buva ha banchettato nel pitturato, trascinando quasi da solo i suoi fino al sorpasso nell’ultimo quarto, quando Avellino sembrava aver perso ogni certezza ritmica. È stato in quel momento che il gruppo biancoverde ha dovuto scavare nel fondo delle proprie energie, aggrappandosi al talento realizzativo di Chandler e alla lucidità di Mussini per evitare il tracollo casalingo.

Coach Gennaro Di Carlo ha analizzato la gara con estrema lucidità, senza nascondersi dietro il risultato positivo. Ha parlato di una squadra che ha “staccato la spina“, un calo di tensione figlio anche di una condizione atletica non ancora ottimale per diversi interpreti che stanno rientrando a pieno regime. La paura di subire la beffa, dopo aver controllato il match fino al massimo vantaggio di diciassette punti, si è percepita chiaramente sugli spalti, ma la reazione di nervi nel tempo supplementare ha premiato il coraggio di chi non ha voluto mollare proprio sul traguardo.

In questo scenario di luci e ombre, la notizia del ritorno di Lucas Fresno agisce come un catalizzatore di entusiasmo. La guardia italo-argentina, classe 2004, torna a casa dopo la cavalcata trionfale della scorsa stagione in Serie B. Il suo addio estivo verso Scafati non aveva mai spezzato il legame emotivo con la piazza, e il suo ritorno rappresenta l’innesto perfetto per una squadra che ha bisogno di freschezza e intensità difensiva. Fresno porta con sé la “garra” necessaria per coprire quei cali energetici che Di Carlo ha lamentato nel post-partita, offrendo una soluzione in più per blindare le partite prima dei minuti finali.

Avellino esce dunque dalla ventunesima giornata con due punti pesantissimi e la consapevolezza di aver ritrovato un tassello fondamentale nel proprio scacchiere. La strada verso i playoff richiede però una maggiore solidità mentale, perché se contro Pistoia il talento degli esterni è bastato a rimediare al blackout, la gestione dei vantaggi rimarrà il tema centrale del lavoro settimanale al PalaDelMauro.