Un passaporto, 118 Comuni e tanti timbri da collezionare. Non servono valigie e neppure grandi distanze da percorrere: in macchina, in moto, in bici o semplicemente vivendoci, l’Irpinia diventa un viaggio da completare una tappa alla volta.
Presentato nel cuore dell’estate, il Passaporto Irpino ha vissuto una prima fase quasi in sordina. Adesso, però, arriva probabilmente il momento migliore per tirarlo fuori. L’autunno irpino significa sagre, castagne, vino, tartufi, funghi e borghi che nei fine settimana tornano a riempirsi. E allora perché non aggiungere anche un timbro al proprio viaggio? L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra Provincia e US Avellino e collegata alla Tessera Branco, punta a mettere insieme idealmente tutti i 118 Comuni della provincia. Il funzionamento ricorda quello di un vero passaporto: si raggiunge una località, si visitano i luoghi indicati e si cerca il punto dove ottenere il “visto” della tappa. Ogni paese lascia così il proprio segno sul documento attraverso il timbro istituzionale del Comune.
Ed è forse questo l’aspetto più curioso. Pagina dopo pagina, il passaporto diventa una piccola mappa personale: racconta l’Irpinia già attraversata e, soprattutto, quella che manca ancora da conoscere.
Con ottobre il gioco si fa ancora più interessante. Si parte magari per una sagra della castagna e si finisce per scoprire un centro storico mai visitato. Si arriva per assaggiare un prodotto tipico e ci si ritrova davanti a una chiesa, un museo, un panorama o una storia che fino a quel momento non si conosceva. Prima di andare via, un altro timbro.
Il cibo può essere la scusa perfetta. Le eccellenze enogastronomiche diventano la porta d’ingresso verso territori che spesso persino gli stessi irpini conoscono poco. Castagne, vini, formaggi, tartufi e piatti della tradizione possono trasformare ogni fine settimana in una nuova tappa. Ma il Passaporto Irpino può essere anche qualcosa di più. Non soltanto un invito per chi arriva da fuori, ma quasi una sfida per chi questa provincia la vive ogni giorno: quanto conosciamo davvero l’Irpinia?
Forse è proprio questo il bello. Per riempire un passaporto non è sempre necessario prendere un aereo. A volte basta uscire di casa e guardare con occhi diversi quello che abbiamo a pochi chilometri da noi.















