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Il giorno dopo resta il dolore, accompagnato dall’incredulità per una tragedia che ha profondamente colpito la comunità irpina. La morte di Antonio Villani, 54 anni, ispettore della Digos della Questura di Avellino, ha lasciato un vuoto tra i colleghi, le istituzioni e quanti avevano avuto modo di conoscerlo nel corso degli anni. Una domenica di servizio, in occasione della trasferta dei tifosi biancoverdi a Cesena, si è trasformata in una giornata di lutto.

Originario di Rocca San Felice, Villani lascia la moglie e due figlie. Una famiglia colpita da una perdita improvvisa, mentre da tutta la provincia continuano ad arrivare messaggi di vicinanza e cordoglio. L’ispettore era una figura conosciuta nell’ambiente sportivo avellinese, soprattutto per il suo impegno nei servizi di ordine pubblico organizzati in occasione delle partite della formazione irpina.

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La tragedia si è consumata nel pomeriggio di domenica lungo la superstrada E45, all’altezza di Borello, nel Cesenate. Secondo una prima ricostruzione, un SUV Citroën che procedeva in direzione Cesena avrebbe improvvisamente perso il controllo, abbattendo alcuni cartelli stradali e attraversando l’aiuola che separa la carreggiata dall’area di servizio. Il veicolo avrebbe quindi raggiunto lo spazio in cui si trovava Villani, impegnato insieme ai colleghi nelle operazioni di accompagnamento dei sostenitori biancoverdi diretti allo stadio Dino Manuzzi.

L’ispettore, che si trovava a piedi all’esterno dell’auto di servizio, è stato travolto violentemente. Inutili i tentativi di soccorso del personale sanitario intervenuto sul posto. Nell’incidente è rimasto ferito anche un altro poliziotto, trasportato in ospedale. La Polizia Stradale ha effettuato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto, mentre la Procura di Forlì è stata informata per gli accertamenti sulle eventuali responsabilità.

La notizia della morte di Villani ha rapidamente raggiunto Avellino, suscitando sgomento anche tra i tifosi che negli anni avevano imparato a conoscerlo durante le trasferte. Una presenza discreta, abituata a gestire situazioni delicate con equilibrio e professionalità. Il suo lavoro lo aveva portato a seguire numerosi appuntamenti sportivi, diventando un punto di riferimento nei servizi di sicurezza legati agli spostamenti della tifoseria.

Il cordoglio ha coinvolto immediatamente il mondo istituzionale e sportivo. Il presidente dell’Us Avellino, Angelo Antonio D’Agostino, ha ricordato l’ispettore sottolineandone la disponibilità, il garbo e la professionalità, evidenziando come davanti alla perdita di una vita umana il calcio e il risultato di una partita passino inevitabilmente in secondo piano. Messaggi di vicinanza sono arrivati anche dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dal prefetto di Avellino Franca Fico e da numerosi rappresentanti delle istituzioni.

Villani era conosciuto anche per il suo impegno nelle iniziative sociali e di solidarietà promosse sul territorio. Negli anni aveva contribuito all’organizzazione della Camminata Rosa, manifestazione dedicata alla sensibilizzazione e alla prevenzione, mettendo a disposizione la propria esperienza e dimostrando attenzione anche verso le attività della comunità.

A distanza di un giorno dalla tragedia, il dolore resta forte soprattutto all’interno della Questura di Avellino, dove Villani aveva costruito rapporti professionali e umani consolidati. I colleghi perdono un uomo stimato, con il quale avevano condiviso anni di lavoro, servizi e responsabilità. Un lutto che coinvolge anche la comunità di Rocca San Felice, suo paese d’origine, e l’intero territorio provinciale.

La trasferta di Cesena resterà segnata da una tragedia che ha superato i confini dello sport. Il pareggio conquistato sul campo è passato inevitabilmente in secondo piano davanti alla scomparsa di un uomo che proprio al seguito dei tifosi biancoverdi stava svolgendo il proprio lavoro. Per la famiglia, per la Polizia di Stato e per quanti lo conoscevano, resta il dolore di un addio improvviso e difficile da accettare.

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