La vittoria contro la Sampdoria non è soltanto una questione di risultato. Per Alessandro Nesta è soprattutto la risposta che aspettava dopo la brutta prestazione di Ascoli. L’Avellino ha cambiato atteggiamento, ha cercato il pallone, ha attaccato con continuità e, soprattutto, ha mostrato quella personalità che il tecnico chiedeva da settimane.
“Dopo Ascoli ai giocatori ho detto la verità. Non potevamo giocare così. Dobbiamo continuare con coraggio nel giocare e nel muoverci”. Parole che raccontano quanto il confronto seguito alla sconfitta abbia inciso sulla squadra. Nesta non chiedeva semplicemente una reazione caratteriale, ma un cambiamento nel modo di interpretare le partite. Contro la Sampdoria si è visto un Avellino più intraprendente, capace di costruire attraverso il possesso e di sfruttare meglio le corsie esterne. Non è un caso che il tecnico abbia insistito proprio sulla qualità della manovra: “Volevamo migliorare con il pallone tra i piedi: come attaccare, come muovere la palla, come costruire, come sfruttare le ampiezze. Poi i ragazzi hanno fatto una gara straordinaria, con cattiveria”.
Il primo tempo è stato probabilmente la sintesi più convincente del calcio che Nesta vuole proporre. Una squadra aggressiva, ma non frenetica, capace di accompagnare l’azione con diversi uomini e di trovare soluzioni senza affidarsi esclusivamente alle iniziative individuali. Il 4-1 maturato prima dell’intervallo racconta anche questo.
Tra i protagonisti c’è Brando Moruzzi, sul quale l’allenatore continua a investire parecchio: “L’ho difeso e l’ho attaccato. Brando ha un potenziale che neanche lui sa. Ha talento, gamba, tante cose”. Un giudizio che va oltre la singola prestazione e lascia intendere quanto Nesta consideri importante la crescita del giovane esterno.
Discorso simile per Raffaele Russo, sempre più consapevole dei propri mezzi. “Ha capito di essere all’altezza, ha preso coraggio e ha capito che può ambire a tanto”. La fiducia dell’allenatore sta accompagnando la maturazione di un calciatore che, quando riesce a giocare con libertà, può cambiare il volto della manovra offensiva.
Ma Nesta guarda anche a ciò che accade lontano dal campo. Il tecnico ha sottolineato la disponibilità di un gruppo nel quale anche chi trova meno spazio continua a lavorare senza creare problemi. «Ho lasciato fuori tanti giocatori, nessuno si è mai lamentato, nessuno ha mai sbagliato un allenamento. Stiamo insieme, siamo sereni».
La soddisfazione, però, non cancella qualche richiamo. I cartellini gialli rimediati nel finale, soprattutto quello di Besaggio che entra in diffida, non sono piaciuti all’allenatore. E nemmeno un vantaggio largo può diventare un motivo per smettere di giocare. Nesta ha ricordato la finale persa con il Milan nonostante tre reti di vantaggio, un’esperienza che evidentemente continua a pesare nel suo modo di leggere le partite.
C’è spazio anche per il rammarico legato al gol annullato a Biasci: “Mi dispiace troppo per Tommaso, ma li farà. Oggi non serviva, magari segnerà la prossima”.
La serata lascia indicazioni importanti, ma non autorizza conclusioni affrettate. L’Avellino ha dimostrato di poter giocare un calcio diverso rispetto a quello visto ad Ascoli. Ora dovrà dimostrare di saperlo ripetere, anche quando le partite saranno più complicate e gli avversari concederanno meno. Nesta lo sa bene. Per questo, dopo aver elogiato i suoi giocatori, ha chiuso con un messaggio preciso: “Ora bisogna abbassare le ali”. La prestazione contro la Sampdoria può rappresentare un punto di partenza. Per trasformarla in una certezza servirà continuità.















