LA Decisione del Pd di Avellino di “non decidere” sulla scelta del candidato sindaco e rinviare la direzione provinciale di almeno 48 ore, ha scatenato un effetto a catena. L’ennesimo e il più pericoloso di tutti perchè il tempo sembra davvero scaduto.
Lo dice a chiare lettere Francesco Todisco (CLICCA E LEGGI QUI), e lo ribadisce il M5S che già aveva lanciato un ultimatum al campo largo per voce del parlamentare Michele Gubitosa (CLICCA E LEGGI QUI).
Lo stallo tutto interno al Pd, rischia definitivamente di compromettere la costruzione dell’alleanza. Le forze politiche coinvolte lamentano ritardi e indecisioni che rendono difficile definire un progetto condiviso per la città, mentre cresce la pressione dell’opinione pubblica per avere nomi e programmi.
Durissima la reazione del Movimento 5 Stelle di Avellino, che in una nota parla apertamente di “lentezze mortifere” da parte del PD e di una fiducia ormai “tradita”. I pentastellati sottolineano come il tempo a disposizione sia ormai esaurito e come non sia più accettabile prolungare ulteriormente l’incertezza.
Nel comunicato, il M5S evidenzia anche l’impossibilità, allo stato attuale, di replicare una coalizione ampia e strutturata come quella che aveva sostenuto Roberto Fico alle regionali, proprio a causa delle difficoltà organizzative e decisionali dei democratici.
Di fronte allo stallo, il Movimento 5 Stelle prova a imprimere un’accelerazione. È stata infatti convocata una riunione per domani alle 18:30, un nuovo tavolo politico aperto a tutte le forze della coalizione che avevano affidato al PD la guida del percorso.
Il rinvio della direzione PD potrebbe rappresentare un punto di non ritorno nei rapporti tra gli alleati. Se da un lato i democratici difendono la necessità di trovare una sintesi interna, dall’altro gli alleati chiedono decisioni rapide e leadership.
In gioco non c’è solo il nome del candidato sindaco, ma la tenuta stessa del progetto politico del centrosinistra ad Avellino.




















