Tempo di lettura: 2 minuti

«La riacquisizione della piscina comunale è una buona notizia. Ma non basta rientrare in possesso di un bene pubblico: bisogna decidere cosa farne».
Nicola Giordano, ex consigliere comunale del Partito Democratico di Avellino, interviene nel dibattito apertosi dopo il ritorno della struttura nelle mani del Comune e lancia un appello chiaro all’amministrazione guidata dal Commissario Perrotta.

Per Giordano, il passaggio formale rappresenta solo il primo passo di un percorso più ampio che deve puntare alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio sportivo cittadino. «Avellino non può permettersi di vendere piscina, stadio e palazzetto per fare cassa. Sarebbe una resa, non una soluzione», afferma, mettendo in guardia da ipotesi di alienazione dei principali impianti sportivi.

Secondo l’esponente dem, la strada da seguire è quella di una gestione moderna ma saldamente ancorata alla proprietà pubblica. «La linea è chiara: valorizzare senza privatizzare», sottolinea. Tra gli strumenti possibili, Giordano indica il project financing, formula che consentirebbe di attrarre investimenti privati per la riqualificazione e la gestione delle strutture, mantenendo però il controllo pubblico dei beni.

Il nodo, dunque, non è solo economico ma politico e sociale. «Bisogna garantire investimenti, manutenzione e rilancio», insiste Giordano, evidenziando come la piscina comunale non sia soltanto un impianto sportivo, ma un presidio per la città. In quest’ottica, lo sport viene descritto come un investimento strategico: «Non è un costo. È comunità, salute, futuro».