C’è un filo sottile che lega sacrificio, speranza e silenzio. È quello che in questi giorni passa dal parquet del PalaDelMauro, dove Achille Polonara ha scelto di ripartire, lontano dai riflettori, ma vicino a ciò che conta davvero. L’ala della Dinamo Sassari ha intrapreso ad Avellino un percorso fatto di lavoro individuale e discrezione, seguito dallo staff tecnico dell’Avellino Basket. Un ritorno graduale alla normalità sportiva dopo mesi difficili, segnati dalla battaglia contro la leucemia e dal successivo trapianto di midollo osseo. Un percorso che richiede tempo, pazienza e soprattutto rispetto dei tempi del corpo.
Le sedute si svolgono a porte chiuse, quasi a proteggere un momento delicato e prezioso. Accanto a lui, figure tecniche ma anche umane, come quella di coach Gennaro Di Carlo, che testimoniano quanto questo non sia solo un allenamento, ma un passaggio importante verso il ritorno alla vita agonistica. Polonara, nelle ultime settimane, ha scelto di restare a Battipaglia, città d’origine della moglie, trovando lì una base stabile per conciliare lavoro fisico e cure mediche. Un equilibrio non semplice, fatto di continui spostamenti tra Valencia e Bologna, tappe necessarie per monitorare il suo stato di salute.
A chiarire ogni dubbio è stato lo stesso giocatore, con un messaggio diretto ai tifosi: la scelta di non essere a Sassari è legata esclusivamente a motivi logistici e medici. L’obiettivo resta uno solo, limpido: tornare in campo il prima possibile: “Vorrei fare un po’ di chiarezza su ciò che ho letto negli ultimi giorni sui social. Non sono ad allenarmi a Sassari semplicemente per motivi di spostamenti visto le mie ultime visite imminenti . Il mio obbiettivo è di rientrare il prima possibile. Nelle ultime settimane sono a Battipaglia e la società Avellino Basket si è messa a disposizione per farmi allenare individualmente. Forza Dinamo Sassari tutti insieme per un obbiettivo importante“. Nel frattempo, Avellino diventa casa temporanea e punto di ripartenza. Il club biancoverde ha aperto le porte, offrendo supporto e strutture, dimostrando come lo sport sappia andare oltre le categorie e le classifiche.

















