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A Montefredane, nella suggestiva cornice della Tenuta Ippocrate, Roberto Vannacci ha fatto tappa in Irpinia per sostenere la corsa della Lega alle prossime regionali, al fianco di Sabino Morano e dei candidati locali  Maria Sabina Galasso, Linda Caporaso e Franco Rauseo. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni: sala gremita, applausi, selfie e copie autografate de Il mondo al contrario, il libro che ha consacrato il Generale come volto mediatico del partito.

“In Campania non c’è un clima sfavorevole al centrodestra – ha esordito Vannacci – sono arrivato con l’estate di San Martino, speriamo sia di buon auspicio”. L’ottimismo è il filo conduttore del suo intervento, nonostante i sondaggi in regione non sorridano alla Lega. Nessun dubbio, però, sul sostegno al candidato governatore Edmondo Cirielli: “È il nostro candidato, quindi è quello giusto. Lavoriamo per portare voti al centrodestra e alla Lega”.

Il Generale ha poi risposto alle polemiche seguite alle sue dichiarazioni sul fascismo, chiarendo di non aver mai giustificato le leggi razziali: “Sono esecrabili e vergognose. Ho solo riportato un fatto storico, ma in Italia molti preferiscono indignarsi invece che studiare”.

Sul piano politico, Vannacci difende la linea del Carroccio, definendolo un partito coerente, vicino ai cittadini e al loro benessere. Nessun interesse per le “utopie ambientaliste” della sinistra, dice, ma piuttosto per le infrastrutture, i ponti, le strade e la sicurezza dei territori: “La Lega vuole dominare la natura, non subirla. Bisogna adattarsi ai cambiamenti climatici, non illudersi di fermarli”.

Il giudizio sul cosiddetto “campo largo” è tagliente: “Io lo chiamo camposanto. Sono alleanze di comodo che si sfaldano al primo ostacolo. I risultati dell’attuale amministrazione campana parlano da soli: tanta spesa, pochi servizi”. Infine, un messaggio ai meridionali diffidenti verso la Lega: “Non siamo più il partito del Nord. L’autonomia differenziata non è una minaccia, ma una sfida alla responsabilità. Il nostro obiettivo è uno solo: sviluppo e ricchezza per tutta l’Italia, dal Nord al Sud”.

Un intervento energico, costruito più sulla concretezza che sulla diplomazia, con cui Vannacci ha cercato di scuotere un elettorato che in Campania non ha mai davvero abbracciato la Lega, ma che lui spera di conquistare “con la forza dei fatti e non delle ideologie”.