Nel Rione San Tommaso, ad Avellino, il Focarone di San Ciro si è acceso ancora una volta. Un fuoco che non è solo fiamma, ma memoria viva, gesto antico che ogni anno rinnova l’identità di un quartiere. A custodirlo, come da tradizione, sono stati i giovani della zona: ragazzi che, nel ripetere gli stessi movimenti di chi li ha preceduti, tengono acceso qualcosa che va oltre il rito. Quest’anno, però, accanto al fuoco è rimasto un nome.
Quello di Christian Aufiero, 31 anni, nato e cresciuto nel Rione. Christian è morto lo scorso dicembre in un incidente stradale avvenuto in provincia di Gorizia, dove da tempo viveva e lavorava come operaio. Lontano da Avellino, lontano dalle strade dell’infanzia e dagli affetti di sempre, la sua storia si è interrotta in quella terra friulana che era diventata il suo presente quotidiano. Al Focarone, tra le fiamme che fendono il buio e illuminano la sera d’inverno, è apparsa una dedica semplice e potente: “Dedicata al gemello”.
Poche parole, affidate alla visibilità di un rito pubblico, entrate nel silenzio raccolto di una comunità che riconosce i propri figli anche quando il tempo e la distanza li hanno portati altrove. Una frase che non ha bisogno di spiegazioni, perché parla direttamente al cuore di chi sa cosa significhi appartenere a un luogo.
Un altro figlio se ne va: l’addio del Rione San Tommaso a Christian

















