Tempo di lettura: 3 minuti

Tre vittorie in altrettante giornate, un’identità offensiva che comincia a prendere forma e diversi aspetti tecnici sui quali continuare a lavorare. L’Avellino Basket di Gennaro Di Carlo si prepara a un doppio appuntamento che metterà alla prova la solidità del gruppo: sabato la trasferta sul parquet della Gesteco Cividale, mercoledì il turno infrasettimanale al PalaDelMauro contro la Gema Montecatini. Due impegni ravvicinati che rappresenteranno un primo esame di continuità per una formazione partita con il piede giusto.

Il successo per 94-81 contro Forlì ha consegnato indicazioni importanti soprattutto sul piano offensivo. I 29 assist distribuiti testimoniano una squadra capace di costruire vantaggi attraverso la circolazione del pallone, alternando situazioni di pick and roll centrale, gioco interno e conclusioni sugli scarichi. Il 69% da due punti, con 25 canestri su 36 tentativi, evidenzia l’efficacia delle soluzioni trovate in avvicinamento al ferro. Meno brillante il tiro pesante, fermo al 38%, mentre resta da migliorare la gestione dei possessi e delle situazioni di vantaggio.

La coppia americana continua a rappresentare uno dei principali riferimenti tecnici. Blake Francis, reduce dai 22 punti e 10 assist contro Forlì, garantisce capacità di creare dal palleggio e di attaccare i cambi difensivi. Tariq Owens, autore di 21 punti con 8/9 da due, offre verticalità, presenza sopra il ferro e soluzioni dinamiche nel gioco a due. Accanto a loro cresce il contributo degli italiani, con Mattia Palumbo prezioso nella gestione dei ritmi e Giacomo Dell’Agnello protagonista di una prestazione da 16 punti e 9 rimbalzi. Segnali incoraggianti anche da Lucas Fresno, capace di incidere con 13 punti e buone letture offensive.

Non mancano, tuttavia, gli aspetti da correggere. Contro Forlì Avellino ha perso la battaglia a rimbalzo per 41-31, concedendo 18 rimbalzi offensivi agli avversari. Un dato che richiama l’attenzione sulla necessità di migliorare il tagliafuori, la protezione dell’area e la capacità degli esterni di contribuire alla lotta sotto i tabelloni. Anche la gestione dei falli e dei parziali avversari richiederà maggiore attenzione, soprattutto in trasferta, dove controllare il ritmo e limitare le seconde opportunità può fare la differenza.

A Cividale i biancoverdi troveranno una formazione allenata da Stefano Pillastrini, reduce dalla sconfitta contro Torino e con un bilancio di una vittoria e due sconfitte. Attenzione particolare alla pericolosità perimetrale di Lucio Redivo e Luca Cesana, senza trascurare il contributo di Alessandro Ferrari. Sarà fondamentale la difesa sulla palla, soprattutto per impedire agli esterni friulani di costruire vantaggi attraverso i blocchi e le situazioni di uno contro uno.

La successiva gara contro Montecatini imporrà invece una gestione attenta delle energie. Il turno infrasettimanale ridurrà i tempi di recupero e preparazione, aumentando il peso delle rotazioni e della profondità del roster. In questo senso, il progressivo recupero degli elementi meno utilizzati nelle prime giornate potrebbe offrire a Di Carlo ulteriori alternative, soprattutto nella gestione degli esterni.

La sensazione è che Avellino abbia ancora margini di crescita importanti. L’attacco produce con continuità, ma il salto di qualità passerà dalla capacità di trovare maggiore equilibrio tra le due metà campo, ridurre i passaggi a vuoto e controllare il ritmo anche quando le percentuali offensive non saranno favorevoli. Cividale e Montecatini rappresentano dunque due verifiche significative per misurare la maturità di una squadra che vuole trasformare l’ottimo avvio in una continuità di rendimento.

Dell’Agnello non si accontenta: “La strada è ancora lunga”