Grande partecipazione di pubblico nel centro cittadino per un 2 giugno all’insegna della memoria e della grande musica. Piazza della Libertà si è trasformata nel cuore pulsante delle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana, ospitando l’atteso concerto di Enrico Ruggeri. L’evento, inserito nel cartellone delle celebrazioni ufficiali, è stato organizzato dalla Prefettura di Avellino in stretta collaborazione con la Provincia e la Fondazione Sistema Irpinia.
Prima di salire sul palco, il cantautore milanese si è concesso ai nostri microfoni, offrendo una riflessione profonda sul presente e sul valore delle istituzioni. Interpellato sul tema della legalità, l’artista ha analizzato con lucidità le complessità del nostro tempo: «Il rispetto delle regole? Sarebbe molto importante. Il problema è con quali regole, chi decide quali sono le regole. Insomma, il problema è complicatissimo».
Tuttavia, proprio la cornice dell’anniversario istituzionale ha spinto Ruggeri a sottolineare l’importanza dell’unità nazionale: «Diciamo che ci sono giornate come queste nelle quali comunque ci si dovrebbe riunire tutti sotto una bandiera. Una ricorrenza importante: da qui è partita la nostra fortunata e sfortunata Repubblica, ma siamo qua per difenderla».
Per il rocker si è trattato di un gradito ritorno in terra irpina, un legame che affonda le radici nei primi decenni della sua straordinaria carriera: «Sono venuto spesso, credo anche ad Avellino, negli anni ’80». Un’affermazione che ha innescato un momento di divertita complicità con i cronisti presenti, i quali hanno ricordato di essere stati solo dei bambini all’epoca dei suoi primi show nella zona. «Ah, c’eravate? Ma eravate bambini!», ha ribattuto lo chansonnier con un sorriso.
La vera sfida della serata è stata però di natura artistica: riassumere una discografia monumentale in un’unica scaletta. Con la sua consueta ironia, Ruggeri ha spiegato la difficoltà nel selezionare i brani per l’occasione: «La musica è importante, ma noi faremo musica. Bisognerà scegliere. Tu conta che io ho pubblicato 40 album. Fai 40 \times 13 e tira fuori invece… 15 canzoni da fare oggi, perché dovremo fare un concerto più ridotto».
L’artista ha poi concluso il dietro le quinte con una delle sue fulminanti metafore: «Scherzando ho detto: “Eh, però hanno preso una Ferrari ma la fanno girare in giardino. Forse era la Ferrari Luce”».
















