Un’inchiesta che intreccia traffico internazionale di droga, crediti fiscali inesistenti e società finite sotto la lente di più procure italiane. È questo il quadro emerso dall’operazione della Guardia di Finanza di Salerno, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che ha portato all’esecuzione di otto misure cautelari in carcere e a dieci perquisizioni tra le province di Salerno, Avellino, Napoli, Caserta e Latina.
Le indagini, avviate nel maggio 2025 dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno consentito di smantellare un’organizzazione ritenuta attiva nel traffico di sostanze stupefacenti tra Campania e resto d’Italia, con ramificazioni anche all’estero e collegamenti con ambienti criminali vicini al clan Fezza-De Vivo dell’Agro nocerino-sarnese. Gli investigatori hanno ricostruito ruoli e compiti dei vari componenti del sodalizio, sequestrando oltre mezza tonnellata di hashish, oltre a cocaina e metanfetamine, e quantificando profitti illeciti per più di 780mila euro.
Tra gli arrestati figura Gianluca Alfieri, 25enne di Serino e amministratore unico del Gruppo Alfieri Svp, società milanese già finita nel mirino della Procura di Brescia nell’ambito dell’inchiesta sui crediti fiscali inesistenti ceduti a club calcistici professionistici. Secondo l’accusa, Alfieri avrebbe avuto un ruolo nella gestione contabile dei proventi dell’organizzazione e nella movimentazione delle somme derivanti dalle attività illecite.
Il nome del giovane imprenditore irpino era già emerso nei mesi scorsi nelle vicende che coinvolgono Brescia Calcio e Trapani. Il club lombardo avrebbe acquistato circa due milioni di euro di crediti fiscali pagando un milione e mezzo al Gruppo Alfieri, mentre la società siciliana avrebbe versato oltre 267mila euro. Secondo gli investigatori, quei crediti sarebbero risultati inesistenti e parte delle somme sarebbe transitata attraverso conti collegati a società estere e piattaforme riconducibili al settore delle criptovalute.
A denunciare pubblicamente la vicenda era stato anche il presidente del Trapani, Valerio Antonini, che aveva raccontato di essersi accorto di anomalie negli F24 utilizzati per le operazioni fiscali. Attraverso il proprio legale, il patron granata aveva segnalato che i documenti non risultavano intestati direttamente al Gruppo Alfieri ma ad altre società coinvolte nel meccanismo. Dopo gli arresti eseguiti all’alba, Antonini è tornato a commentare duramente la vicenda sui social: “Ecco la prima notizia importante. L’arresto di questo farabutto. Ora speriamo tocchi anche ai complici a Trapani, a Brescia e chissà dove”.
Alfieri, il giovane irpino dietro la società che ha messo nei guai il Brescia


















