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Riaprire subito la Stazione Hirpinia e attivare una linea ferroviaria diretta tra Avellino e Benevento, eliminando la necessità di cambi per i pendolari dell’entroterra. È questa la priorità con cui la Regione Campania si appresta a sedersi al tavolo con Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) e Trenitalia. Il vertice è previsto per la giornata di domani a Palazzo Santa Lucia.

L’annuncio è arrivato durante l’appuntamento della Festa dell’Unità del Partito Democratico ad Avellino, tenutosi nella cornice di Villa Amendola e dedicato alle strategie di mobilità e sviluppo per le aree interne.

Intervenuto nel corso del dibattito, il vicepresidente della Giunta regionale con delega ai Trasporti, Mario Casillo, ha fatto il punto sulle infrastrutture su ferro, ponendo l’accento sulla tratta ferroviaria che interessa l’entroterra campano e sui ritardi accumulati negli anni.

Nonostante la futura linea ad Alta Velocità/Capacità sia destinata a servire Benevento e la nuova Stazione Hirpinia, i tempi per il completamento dell’elettrificazione rimangono complessi. Per questo motivo la Regione intende accelerare i tempi operativi: «Vogliamo subito riaprire la Stazione, creando un collegamento che parte da Avellino e arriva direttamente a Benevento senza fare cambi», ha dichiarato perentorio Casillo dal palco della Festa dell’Unità.

Oltre alle infrastrutture su ferro, il vicepresidente ha rivendicato l’impegno finanziario dell’ente di Palazzo Santa Lucia per garantire i servizi minimi ed evitare tagli ai collegamenti. Casillo ha criticato l’orientamento del governo centrale sulle aree interne, respingendo l’idea della defiscalizzazione del trasporto pubblico locale:
«Bisogna fare un ragionamento complessivo. A partire dalla politica governativa, che deve cambiare nei confronti delle aree interne. Puntare sulla defiscalizzazione significa, fondamentalmente, riduzione dei servizi».

A supporto della propria linea, Casillo ha ricordato che nell’ultimo bilancio approvato la Regione Campania ha stanziato 26 milioni di euro aggiuntivi dedicati al trasporto pubblico, di cui ben 16 milioni destinati specificamente alla mobilità su gomma nelle aree interne.