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Un progetto di ampio respiro per rilanciare l’Irpinia e contrastare lo spopolamento che da anni svuota i paesi interni. Alla Prefettura di Avellino è stato presentato il “Turismo delle Radici – Ritorno alle Antiche Dimore Irpine tra Conservazione ed Innovazione”, il progetto pilota finanziato dal Ministero degli Esteri, dal Ministero dell’Interno e cofinanziato dall’Unione europea. L’iniziativa punta a restituire centralità a borghi, comunità e identità territoriali, mettendo in campo interventi per un totale di 70 milioni di euro.

L’evento, ospitato nel Salone degli Specchi, ha riunito le massime autorità del territorio e del governo: il prefetto di Avellino Rossana Riflesso, il commissario del Comune Giuliana Perrotta, il presidente della Provincia Rizieri Buonopane, i consiglieri della Vicepresidenza del Consiglio Giuseppe Incocciati e Carmine De Angelis, il presidente di Trenitalia Stefano Cuzzilla, oltre al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha guidato la fase nazionale del programma.

Il piano prevede la riqualificazione sostenibile dei borghi, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la creazione di comunità energetiche, la digitalizzazione dei servizi e la nascita del Polo museale “Migrantes” all’interno dell’ex Carcere Borbonico. Centrale anche la valorizzazione del “Cammino di Guglielmo”, un percorso di oltre 300 chilometri attraverso 30 borghi tra Campania, Basilicata e Puglia. Sul fronte infrastrutturale, sono destinati 13,5 milioni di euro alla stazione di Borgo Ferrovia, con la proposta – avanzata dal presidente Buonopane – di riattivare la tratta Avellino-Benevento per connettere il territorio all’Alta Velocità.

Tajani: “Avellino merita visibilità. Ora servono infrastrutture e regole chiare”

Durante il suo intervento, il ministro Antonio Tajani ha scelto di concentrarsi esclusivamente sugli aspetti tecnici del progetto, rinviando le domande dei giornalisti a causa degli impegni successivi ad Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi. Davanti ai numerosi sindaci presenti nel Salone degli Specchi, ha ricordato come la provincia di Avellino sia rimasta ai margini troppo a lungo: “Un territorio che può contare su luoghi straordinari come il Santuario di Montevergine, ma che sconta l’assenza di una stazione ferroviaria realmente funzionante. Se la popolazione cala, è evidente che qualcosa non ha funzionato. Bisogna rimettere questo territorio sotto i riflettori attraverso infrastrutture moderne, capaci di attirare visitatori e nuove energie”.

Il ministro ha insistito anche sul valore della collaborazione istituzionale, superando le logiche politiche: “Non mi interessa a quale schieramento appartenga un amministratore. Con il presidente della Provincia, Rizieri Buonopane, che non è della mia area, ho trovato un dialogo serio e rispettoso. Ci accomuna il senso delle istituzioni e l’obiettivo di dare risposte concrete ai cittadini”.

Tajani ha poi dedicato un passaggio significativo alla gestione delle risorse: “È previsto un comitato di controllo che monitorerà ogni fase della spesa pubblica. Sarà tutto trasparente, senza manovre occulte o favoritismi. La nostra priorità è lo sviluppo dei territori, non un’operazione di parte. Quando i lavori saranno conclusi, torneremo qui per celebrare un risultato condiviso. Avellino ha diritto a un’attenzione speciale”.

Piantedosi: “Creiamo le condizioni per far tornare le persone”

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha richiamato l’importanza della rete ferroviaria irpina, definendola una risorsa da recuperare e valorizzare. Ha ricordato inoltre i quasi 30 milioni investiti dal Viminale negli ultimi tre anni tra sicurezza, interventi contro il dissesto idrogeologico e opere infrastrutturali. “Per invertire la tendenza allo spopolamento – ha dichiarato – occorrono servizi affidabili e una prospettiva chiara. Solo così chi è andato via potrà scegliere di tornare e vivere qui con serenità”. Il progetto “Turismo delle Radici” si propone come il punto di partenza di una strategia più ampia che intreccia cultura, mobilità, digitalizzazione e valorizzazione delle identità locali. L’obiettivo è trasformare Irpinia e Sannio in un unico sistema territoriale capace di attrarre visitatori, investimenti e nuove comunità. Una sfida che guarda al futuro con un approccio finalmente coordinato e di lungo periodo.