L’Avellino torna al Partenio-Lombardi con la consapevolezza che la sfida contro il Venezia rappresenti molto più di una semplice tappa del campionato. Dopo il successo di Bolzano, che ha interrotto una serie di risultati negativi e ridato ossigeno alla classifica, la squadra di Raffaele Biancolino è chiamata a confermarsi davanti a un pubblico che aspetta un segnale deciso di maturità. Il tecnico irpino insiste sulla necessità di continuità: una vittoria potrebbe infatti riaccendere l’entusiasmo e ricompattare un ambiente che, nelle ultime uscite interne, aveva mostrato più dubbi che certezze.
Il Venezia arriva invece in Irpinia con l’autorità di chi ha trovato un’identità precisa, frutto del lavoro metodico di Giovanni Stroppa. La formazione lagunare, organizzata e fisicamente solida, si presenta con un modulo che privilegia disciplina tattica e rapide transizioni. Il trio di centrocampo, orchestrato da Busio e Kike Perez, costituisce uno dei punti di forza dei veneti, capaci di tenere alti ritmi e lucidità negli ultimi metri. Sarà proprio lì, nella zona nevralgica, che l’Avellino dovrà vincere la prima battaglia della giornata: Palmiero e Palumbo avranno il compito di muovere il gioco con precisione, evitando di concedere spazio agli inserimenti ospiti.
Biancolino riparte dalle certezze costruite nelle ultime settimane. L’assetto a tre dietro sembra aver dato maggiore solidità, mentre il lavoro tra le linee di Cancellotti ha permesso di creare soluzioni imprevedibili in fase offensiva. In avanti, l’intesa tra Tutino e Biasci rappresenta l’arma principale: movimenti complementari, qualità nelle scelte e capacità di attaccare la profondità saranno indispensabili per far vacillare la retroguardia veneziana, una delle più affidabili del torneo.
Molto, però, dipenderà dall’approccio mentale. L’Avellino dovrà evitare quei cali di tensione che, proprio al Partenio, sono costati punti pesanti nelle ultime settimane. La squadra è apparsa più compatta a Bolzano, ma la vera prova del nove sarà dimostrarlo davanti ai propri tifosi, dove la pressione aumenta e gli episodi pesano di più. Il Venezia, dal canto suo, non farà sconti: Stroppa chiederà ai suoi di imporre il ritmo e sfruttare ogni minima indecisione avversaria.
La partita promette intensità e equilibrio, tra due squadre che si giocano molto in prospettiva futura. L’Avellino cerca conferme e riscatto casalingo; il Venezia vuole consolidare le proprie ambizioni nella parte alta della classifica. Al Partenio-Lombardi, come spesso accade, a decidere potrebbero essere i dettagli. E proprio nei dettagli i biancoverdi dovranno dimostrare di essere finalmente una squadra pronta al salto di qualità.
Avellino (3-4-1-2): Daffara; Enrici, Simic, Fontanarosa; Missori, Palmiero, Sounas, Cancellotti; Palumbo; Tutino, Biasci. A disp.: Iannarilli, Marchisano, Cagnano, Manzi, Besaggio, Gyabuaa, Kumi, Lescano, Patierno, Russo, Crespi, Panico. All.: Biancolino.
Venezia (3-5-2): Stankovic; Schingtiènne, Svoboda, Haps; Hainaut, Kike Perez, Busio, Doumbia, Bjarkason; Adorante, Yeboah. A disp.: Grandi, Milelli, Korac, Fila, Venturi, Sagrado, Compagnon, Lella, El Haddad, Duncan, Sidibé, Casas. All.: Stroppa.
Arbitro: Kevin Bonacina della sezione di Bergamo. Assistenti: Paolo Laudato della sezione di Taranto e Mattia Regattieri della sezione di Finale Emilia. VAR: Niccolò Baroni della sezione di Firenze. AVAR: Emanuele Prenna della sezione di Molfetta.

















