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Si svolto oggi, presso la sede di Confindustria di Avellino, l’incontro tra la Direzione di Denso Thermal Systems e le Organizzazioni Sindacali, alla presenza dell’Amministratore Delegato di Denso Italia, ing. Giuseppe Zippo.

L’incontro è stato l’occasione per approfondire le prospettive industriali e gli investimenti dello stabilimento, in un contesto reso particolarmente delicato dall’avvio della procedura per 211 esuberi, rispetto alla quale le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto formalmente l’apertura di un confronto specifico con l’obiettivo di scongiurare i licenziamenti. 

Ia nota delle Segreterie Generali FIM, FIOM, UILM, FISMIC, UGLM
 con i segretari PALANO – MORSA- ALTIERI – IACOVACCI – ZAOLINO

“Nel corso del confronto, l’azienda ha rappresentato una situazione di forte criticità, riconducibile all’incertezza del settore automotive e alle scelte di Stellantis, che ha progressivamente spostato altrove le produzioni, determinando una riduzione dei volumi e mettendo in difficoltà lo stabilimento.
Nonostante il quadro complesso, Denso ha dichiarato la volontà di sostenere investimenti per l’innovazione e l’ammodernamento degli impianti, al fine di rafforzarne la competitività.

In particolare, è stata annunciata l’intenzione di avviare una nuova linea produttiva, elemento ritenuto necessario per poter acquisire nuove commesse e rilanciare le prospettive industriali del sito.
Per quanto riguarda il clima aziendale, l’ing. Zippo ha manifestato attenzione e disponibilità all’ascolto, assicurando l’impegno dell’azienda a favorire un clima nuovo, disteso e collaborativo, basato sul rispetto delle persone e sul riconoscimento del ruolo delle Organizzazioni Sindacali. 

Pur prendendo atto dell’interessamento manifestato dall’azienda verso il nostro stabilimento, la situazione rimane fortemente critica. Le difficoltà di Denso sono il frutto dell’assenza di una politica industriale strutturata e delle scelte di Stellantis, che continuano a spostare le produzioni fuori dal Paese, scaricando i costi della crisi su lavoratori e territori.
Dall’inizio della crisi, circa 140 lavoratrici e lavoratori sono già usciti dall’azienda, un dato pesantissimo che rende insostenibile qualsiasi ulteriore riduzione occupazionale e che impone di dare continuità all’azione sindacale e al confronto per evitare nuovi esuberi. 
Richieste e mobilitazione

È evidente la mancanza di un piano straordinario sulla transizione industriale, sia a livello europeo che nazionale. Senza una strategia pubblica capace di governare i profondi cambiamenti del settore automotive, il rischio è quello di continuare a gestire la crisi esclusivamente attraverso tagli occupazionali. Per questo riteniamo indispensabile prevedere un fondo regionale di sostegno al reddito, collegato a percorsi di formazione e riqualificazione professionale, per garantire reali prospettive di continuità lavorativa.
In questo quadro abbiamo chiesto con forza il ritiro dei licenziamenti disciplinari, che non contribuiscono a costruire un clima positivo e rischiano di compromettere ulteriormente le relazioni industriali in una fase già estremamente delicata.
Le Segreterie Generali hanno chiesto di avviare la trattativa di contrattazione di secondo livello, con l’obiettivo di rafforzare diritti, tutele e strumenti di partecipazione dei lavoratori, promuovendo un clima nuovo, di dialogo e collaborazione tra azienda, lavoratori e rappresentanze sindacali.

Le Segreterie Generali intendono dare continuità alla mobilitazione e al confronto istituzionale. Per questo domani saranno in presidio al MIMIT, in occasione del tavolo nazionale sull’automotive, per chiedere rispetto per il lavoro, per i lavoratori e per questo territorio, e per rivendicare scelte industriali chiare, coerenti e orientate al futuro».
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