Si frattura tre dita della mano mentre lavora sui binari dell’Alta Velocità Napoli-Bari, passa per gli ospedali di Sant’Agata de’ Goti e Benevento, ma l’intervento chirurgico arriva soltanto dodici giorni dopo, in un’altra struttura. È la vicenda di un 20enne di Amorosi, rimasto vittima di un infortunio sul lavoro la mattina del 27 agosto e operato ieri, martedì 8 settembre, alla Gepos. Una storia che adesso approda anche sul terreno giudiziario. Il giovane, assistito dall’avvocato Massimo Viscusi, ha presentato denuncia per quanto accaduto dopo l’incidente. Saranno ora gli accertamenti a ricostruire il percorso sanitario seguito dopo l’infortunio e a verificare eventuali responsabilità.
L’incidente risale alle prime ore del 27 agosto. Il ventenne era impegnato nei lavori lungo la tratta ferroviaria quando, ormai prossimo alla conclusione del turno, è caduto procurandosi serie lesioni alla mano. Subito dopo viene accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Sant’Agata de’ Goti, dove gli accertamenti radiografici evidenziano fratture scomposte a tre dita. La mano viene immobilizzata e, dopo diverse ore trascorse nella struttura, gli viene indicato di rivolgersi all’ospedale di Benevento per proseguire le cure. Il 20enne raggiunge quindi il capoluogo sannita, dove viene sottoposto a nuovi accertamenti. Anche qui viene confermato il quadro delle fratture e gli viene prospettata la necessità di un trattamento chirurgico. L’intervento, però, non viene eseguito. È proprio su questo passaggio che potrebbero concentrarsi gli approfondimenti. Secondo quanto ricostruito, al ragazzo sarebbe stato riferito che avrebbe dovuto attendere circa 25 giorni per la disponibilità di un ortopedico, nonostante gli fosse stata indicata la necessità di intervenire chirurgicamente sulle fratture.
Lascia così anche l’ospedale di Benevento con la mano immobilizzata. Nel frattempo il dolore non concede tregua e diventa sempre più urgente trovare uno specialista che possa intervenire. Passano i giorni, fino alla svolta dell’8 settembre. A dodici giorni dalla caduta, il 20enne arriva alla Gepos, dove viene preso in carico da un ortopedico e finalmente sottoposto all’operazione. Adesso bisognerà attendere il decorso post-operatorio per conoscere le conseguenze delle lesioni e valutare il recupero della funzionalità della mano. Non viene esclusa la possibilità di postumi permanenti.
Nel frattempo è partita l’iniziativa giudiziaria. Saranno ora gli accertamenti a fare luce su quei dodici giorni trascorsi tra l’infortunio e l’intervento chirurgico e a chiarire se, lungo il percorso sanitario del giovane, vi siano state eventuali responsabilità.


















