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Era finito a processo dopo un violento incidente stradale avvenuto nel novembre del 2024, nel quale una ragazza era rimasta gravemente ferita ed era stata ricoverata in prognosi riservata. A quasi due anni dai fatti, per un 50enne di Limatola è arrivata l’assoluzione dalle accuse di lesioni personali stradali gravi e guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. La sentenza è stata pronunciata dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, III sezione penale, che ha assolto l’imputato perché il fatto non sussiste.

Al centro del procedimento c’era quanto accaduto nel novembre 2024, quando l’auto condotta dal 50enne rimase coinvolta in un violento scontro con un’altra vettura alla cui guida si trovava una giovane. Le conseguenze dell’incidente furono particolarmente serie: la ragazza rimase ferita e venne inizialmente ricoverata con prognosi riservata.

Dopo gli accertamenti, l’uomo venne indagato e successivamente rinviato a giudizio per lesioni personali stradali gravi e guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. Nel corso del dibattimento, tuttavia, la difesa, avvocato Massimo Viscusi, ha sollevato una serie di contestazioni sulle modalità con cui erano stati effettuati gli accertamenti successivi all’incidente. In particolare, è stata evidenziata la questione relativa al prelievo ematico, eseguito, secondo quanto sostenuto dalla difesa, oltre cinque ore dopo i fatti e senza che fosse stato preventivamente dato avviso della facoltà di nominare un avvocato. Contestazioni hanno riguardato anche gli accertamenti relativi all’eventuale assunzione di alcol, con la difesa che ha sollevato dubbi sulla revisione e sulla taratura dell’etilometro utilizzato.

Un altro punto centrale del processo ha riguardato la ricostruzione della dinamica dell’incidente e il rapporto tra la condotta contestata al 50enne e le lesioni riportate dalla giovane. Secondo quanto emerso dalla tesi difensiva, non sarebbe stato dimostrato il necessario nesso causale tra la condotta dell’imputato e il danno contestato. La dinamica dello scontro, peraltro, resta oggetto di valutazione nell’ambito del procedimento civile.

Nell’udienza conclusiva anche il pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione del 50enne, seppure con la formula “per non aver commesso il fatto”. Dopo la requisitoria dell’accusa e l’arringa della difesa, il Tribunale ha pronunciato una formula differente, assolvendo l’imputato perché il fatto non sussiste.

Con la decisione del giudice vengono meno anche le conseguenze accessorie che avrebbero potuto derivare da una condanna, tra cui la confisca del veicolo. La vicenda penale si chiude dunque con l’assoluzione del 50enne dalle contestazioni formulate nei suoi confronti.