La Procura della Repubblica di Napoli ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di F. B., 54 anni, residente a Casavatore, e L. I., 47 anni, di Benevento, accusati a vario titolo di accesso abusivo a sistemi informatici di interesse pubblico, sostituzione di persona e tentata truffa aggravata ai danni di due società.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i fatti risalgono al marzo 2024 e riguardano tentativi di appropriazione e movimentazione fraudolenta di crediti fiscali per un valore complessivo che sfiora i 30 milioni di euro, attraverso l’utilizzo illecito delle piattaforme digitali dell’Agenzia delle Entrate e del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio.
In particolare, la 54enne è accusata di essersi sostituita illegalmente ai legali rappresentanti delle società “M.G.P. Srl” (con sede a Venezia-Marghera) e “GEO FM Srl” (con sede a Roma), accedendo abusivamente ai sistemi informatici pubblici e inoltrando comunicazioni telematiche di “variazione dati”. Attraverso queste operazioni, avrebbe tentato di far risultare sé stessa come amministratrice delle società, con l’obiettivo – secondo l’accusa – di operare sui crediti fiscali intestati alle aziende, effettuando cessioni e accettazioni di crediti. I tentativi, tuttavia, non sarebbero andati a buon fine grazie ai controlli interni e all’intervento del personale dell’Agenzia delle Entrate e delle stesse società coinvolte.
Più grave, per dimensioni economiche, la posizione del 47enne, che – sempre secondo l’impianto accusatorio – avrebbe effettuato accessi fraudolenti alla “Piattaforma Cessione Crediti” dell’Agenzia delle Entrate, inserendo il proprio nominativo tra i soggetti autorizzati ad operare per conto delle due società. In un caso, Ingrassia avrebbe tentato di accettare crediti fiscali per un importo complessivo di circa 30 milioni di euro, operazione poi bloccata dalle limitazioni di sicurezza previste dalla procedura. Anche in questo caso, l’evento non si è consumato per cause indipendenti dalla volontà dell’indagato.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, si sono avvalse delle attività del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Venezia e del Gruppo Gdf di Civitavecchia, oltre alle denunce presentate dai rappresentanti legali delle società coinvolte, identificati come persone offese. I reati contestati sono aggravati dal fatto che gli accessi abusivi avrebbero riguardato sistemi informatici di interesse pubblico, come quelli dell’Agenzia delle Entrate.




















