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“Ho assistito a uno spettacolo indecoroso, dove la critica politica è stata sostituita dal fango e dalle offese dirette alla mia persona”. Con queste parole Giuseppe Stravino, consigliere comunale di opposizione di Airola e consigliere provinciale, denuncia il clima di estrema tensione registrato durante l’ultima seduta del Consiglio comunale che era stato convocato, per di più, su richiesta dello stesso Stravino, unitamente all’intero gruppo di opposizione consiliare, per discutere del grave disagio legato al trasferimento del Centro di Igiene mentale da Airola a Puglianello.

Una circostanza che sta causando immensi disagi all’utenza della Valle Caudina, costringendo pazienti fragili e le loro famiglie a spostamenti complessi che ne minano la quotidianità ed il fragile equilibrio. “Nonostante la delicatezza dell’argomento, cosa che avrebbe determinato ancor di più un senso di profonda responsabilità istituzionale, il dibattito è degenerato in un clima di violenza verbale con il sindaco e il vicesindaco che a più riprese mi hanno insultato non venendo contenuti dal Presidente del Consiglio comunale che, piuttosto, ha pensato bene di ammonire me. La mia colpa? Aver richiesto un Consiglio comunale per ricercare una soluzione territoriale più prossima per ospitare il Centro di Igiene mentale, evitando che una tipologia di pazienti così delicata continui a subire lo sradicamento dal proprio contesto abituale. Dalla mia proposta di condivisione su un tema così umano e sociale – continua il consigliere – è discesa invece una serie di attacchi che nulla hanno a che vedere con il confronto democratico. Nonostante l’amarezza per il livello del dibattito, assicuro che non farò passi indietro. Rispetto alle chiusure della maggioranza di Airola, cercherò la collaborazione nei sindaci dei paesi vicini per trovare una soluzione utile ad ospitare il Centro di Igiene mentale nelle more di soluzioni definitive”.

“Chi usa un linguaggio volgare all’interno della massima assise cittadina non offende solo me, ma svilisce l’intera comunità che dovrebbe degnamente rappresentare – osserva ancora Stravino – Chi scende nel personale ha già perso il confronto sui fatti. L’aula consiliare è stata trasformata in un ring di denigrazione da parte di chi, invece di rispondere nel merito della proposta, ha preferito la strada degli insulti. Non saranno le urla a fermare il mio impegno per Airola e per i diritti dei cittadini più deboli. La democrazia è confronto, non fango – conclude Stravino – La città merita rappresentanti capaci di discutere di soluzioni, non di alimentare tensioni personali.”