Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta a firma di Anna Maria Mollica e Pina Fontanella, esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra Benevento. Una missiva indirizzata al sindaco di Benevento al quale viene chiesto di fare un passo indietro e dimettersi.
Sig. Sindaco,
ci permettiamo di scriverle a nome di quella parte della città offesa e umiliata dalla vicenda giudiziaria che sta riducendo a brandelli la fiducia e la credibilità nell’amministrazione da Lei guidata.
La data del 30 marzo 2026, che ha visto l’arresto in flagranza di un ex dirigente di Sua fiducia e Capo dell’Ufficio di Gabinetto, rimarrà scritta tra le pagine scure della storia giudiziaria del Comune di Benevento ed ha segnato ufficialmente uno spartiacque tra un “prima” e un “dopo” nella corretta gestione dell’Ente da Lei governato.
Le dichiarazioni rese dall’ex dirigente, che risulta attualmente ai domiciliari, se accertate dalla Magistratura, rivelerebbero l’esistenza di un sistema corruttivo generalizzato nell’intera gestione della macchina comunale. Non era stata evidentemente svolta un’efficace azione preventiva sia da parte del Segretario generale, sospeso dai pubblici uffici per 12 mesi nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria, sia dall’Assessore delegato all’Anticorruzione.
In questi ultimi giorni, l’allargamento dell’inchiesta ad altri funzionari e dirigenti del Comune, ivi compreso il coinvolgimento, sia pure presunto, di una figura politica apicale nel parlamentino della città, contribuisce a scardinare ulteriormente la fiducia in un Comune i cui vertici amministrativi sono finiti in buona parte sotto la lente d’ingrandimento degli organi inquirenti.
In questa squallida vicenda, se il quadro accusatorio dovesse trovare conferma, ai cittadini che leggono di presunti fiumi di denaro sporco circolare copiosi per facilitare l’affidamento di appalti, o garantire indebite assunzioni, non basterà sapere che Lei non abbia preso anche un solo Euro, ma chiederanno a Lei e alla Sua maggioranza dove eravate mentre si sarebbero consumati simili delitti ai danni della collettività.
La Sua amministrazione non può ostinatamente andare avanti, negando l’evidenza di una struttura politico-amministrativa in sofferenza, i cui dipendenti sono disorientati a causa di episodi tanto gravi addebitabili a funzionari e a figure di vertice dell’Ente in cui lavorano.
In qualità di primo cittadino non può non assumersi la responsabilità morale, oltre che politica, di quanto sta accadendo. Il rispetto per la Magistratura non può diventare un alibi per rinviare responsabilità politiche. Signor Sindaco, il tempo delle parole è scaduto. La città è stanca.
Pretende risposte concrete per recuperare fiducia nell’istituzione comunale.
Le chiediamo di rassegnare le dimissioni, per permettere a un Commissario prefettizio di guidare, fino alle prossime elezioni, una macchina comunale che sembra finita ormai fuori controllo.
Lo faccia per rispetto dei tanti beneventani che non riescono ad arrivare alla terza settimana del mese, delle famiglie che vedono i propri figli costretti ad andare via in cerca di lavoro, dei liberi professionisti, dei piccoli imprenditori che ancora si ostinano a tenere in vita il nostro territorio, degli ormai pochi artigiani e commercianti che non vogliono rassegnarsi ad abbassare le proprie saracinesche.


















