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Un manifesto per il futuro delle aree interne, con nuove strategie di coesione e sviluppo costruite a partire dalle esigenze dei territori. È l’obiettivo dell’Università degli Studi del Sannio, che questa mattina, nel corso di una conferenza stampa al Rettorato di Palazzo San Domenico, ha presentato la rete RISE e il Summit Aree Interne 2030.

Il 29 e 30 ottobre Benevento ospiterà dieci università delle aree interne del Sud Italia, protagoniste di un programma innovativo che punta a mettere in rete competenze scientifiche, istituzioni e attori territoriali per individuare nuove prospettive di sviluppo.

Il progetto ha già raccolto l’attenzione delle istituzioni pubbliche coinvolte. Nella giornata di venerdì è prevista la partecipazione del sottosegretario di Stato con delega alle Politiche per il Sud, Luigi Sbarra, del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, del presidente nazionale dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. È inoltre previsto un collegamento video con il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti.

A illustrare il programma dei lavori sono state la rettrice dell’Unisannio, Maria Moreno, e Concetta Nazzaro, coordinatrice della rete RISE.

“Questo progetto vuole mettere in comunicazione competenze scientifiche e politiche istituzionali, che devono essere messe in campo per lo sviluppo territoriale e delle aree interne, valorizzandone le peculiarità”, ha sottolineato la rettrice Moreno. “Bisogna utilizzare le risorse in modo coeso, con il supporto delle attività di ricerca e formazione, facendo rete”.

La rettrice ha poi evidenziato l’importanza di rafforzare il rapporto tra università ed enti territoriali, soprattutto per offrire ai giovani prospettive concrete per il futuro. “L’Università deve far capire ai giovani quali sono le prospettive future, aiutandoli ad acquisire competenze. Questo può rappresentare una garanzia”.

Moreno ha inoltre richiamato l’attenzione sui progressi compiuti sul fronte delle infrastrutture e dei collegamenti, con nuove corse che facilitano gli spostamenti degli studenti e un potenziamento dei collegamenti con Avellino. “Ci sono notizie molto positive. Bisogna essere perseveranti”, ha aggiunto.

La parola è poi passata a Concetta Nazzaro, che ha definito l’iniziativa “la prima conferenza scientifica programmatica”, pensata per mettere a confronto istituzioni e attori territoriali sulle politiche di sviluppo dedicate alle aree interne.

Il programma prevede quattro laboratori tematici, chiamati ad approfondire le tre direttrici del capitale territoriale. Al centro dei lavori ci saranno l’innovazione istituzionale, le politiche di coesione e il confronto tra evidenze scientifiche, conoscenza dei contesti locali ed esperienze maturate nei territori, con l’obiettivo di definire nuove linee di indirizzo per il futuro.

“Vogliamo facilitare le attività scientifiche, la ricerca e la sperimentazione”, ha spiegato Nazzaro.

Il Summit Aree Interne 2030 punta dunque alla costruzione di un manifesto condiviso, capace di tradurre le esigenze dei territori in proposte concrete e politiche di sviluppo calibrate sui fabbisogni locali.