Tempo di lettura: 3 minuti

Un’esperienza nel vero senso della parola, al di là di quello che è stato il risultato maturato alla fine. Resta l’emozione di aver vissuto un evento e peccato che sia mancata la ciliegina sulla torta ma per tre beneventani resterà un’emozione indelebile il viaggio in Bosnia Ersegovina, direzione Zenica per essere in mezzo ai 500 che hanno riempito il settore ospiti del Bilino Polje.

Un catino, una struttura scelta di proposito per una finale qualificazione, erba alta e a tratti, spalti vicini al campo, un rumore sordo e fuochi d’artificio dai palazzi. Insomma un ambiente non facile, almeno nelle premesse.

Poi la realtà si è rivelata tutt’altra perchè i bosniaci sono stati accoglienti, non hanno mai dimenticato l’aiuto degli italiani nel post guerra. Nemici per 90 minuti, qualche sfottò come è giusto che sia nel calcio e nient’altro.

Un’esperienza unica – ha commentato uno dei tre beneventani presenti alla sfida. Già quando siamo arrivati, siamo stati accolti da uno scenario di freddo e neve, luoghi ben lontani da quelli che conosciamo noi, più isolati con percorsi impervi. Tutto emozionante, però, perchè ci siamo immersi immediatamente nel nuovo ambiente e lo abbiamo vissuto dal primo momento”.

Un viaggio che li ha portati fino al piccolo stadio di Zenica.

Un catino nel vero senso della parola, pieno, com’era pieno il settore dove stavano i nostri connazionali. Siamo stati rumorosi dall’inizio alla fine, e i bosniaci non da meno, specie quando hanno rimesso in piedi la partita fino ad arrivare ai rigori col loro passaggio ai Mondiali”.

Una delusione che non ha creato problemi ambientali, nonostante l’ovvia delusione per la sconfitta.

Certo qualche sorrisino per strada ce lo hanno fatto ma era tutto circoscritto allo sport e ci sta. Ma è stato bello girare in mezzo ai caroselli bosniaci, mischiarsi nella loro festa, vedere quanta passione hanno per il calcio, sorprendente vedere i palazzi in fiamme e i fuochi d’artificio dai tetti, l’esercito a fare servizio d’ordine. Insomma cosa che difficilmente si vedono in Italia. Di questo viaggio porteremo tante cose a Benevento. Un’esperienza unica che contiamo di ripetere perchè sono cose che vanno al di là del calcio. E’ appartenenza alla nostra nazione e amore per il tricolore, oltre che possibilità di conoscere nuovi popoli, nuove terre e nuove abitudini”.

E ora il ritorno nel Sannio per vivere una nuova emozione, quella legata ai colori giallorossi.

Due passioni che vanno di pari passo. Smaltita la delusione per la nazionale, si ritorna a casa non senza qualche difficoltà dovuta ai ritardi e spostamenti dei voli per maltempo. E si ritorna a tifare strega perchè c’è un altro obiettivo da portare a casa, un sogno cullato per una stagione intera”.

E stavolta con l’idea che sia la bandiera giallorossa a girare per le strade della città.