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Un evento storico e per gli appassionati di questa disciplina l’occasione era troppo ghiotta per lasciarsela scappare. Clash In Italy, l’arrivo dei beniamini del wrestling, il ple che ha riempito l‘Inalpi Arena di Torino è stata la motivazione che ha spinto tante persone a godersi lo sport dell’infanzia e quello della rinascita dopo anni di buio (il fatto di cronaca legato alla storia dell’omicidio suicidio di Benoit ne ha bloccato la diffusione in Italia) e il boom di questi anni. 

Torino non è come organizzarsi per la Spagna, la Francia, l’Arabia Saudita o l’America, è qui, il premium live event, insieme alla serie di puntate degli show settimanali e di altri eventi live, non poteva passare sotto silenzio. Qualche volto conosciuto si poteva beccare.

E così capita che nel video di presentazione della puntata di Raw, successiva al ple, appare una barca bianca con capelli bianchi, l’occhiale di ordinanza e il dito alzato a riconoscere il capo tribù, Roman Reigns. E’ Pietro Milano, dirigente sportivo, e grande appassionato di wrestling, presente all’evento storico.

“C’era una marea di beneventani – così inizia il suo racconto. Siamo partiti di sabato coi miei due figli, grandissimi appassionati e vedere uno spettacolo così dal vivo ha del clamoroso. Mi sono divertito tantissimo col pubblico italiano che ha dato spettacolo. Pensare che Lesnar, che ha una theme song che non prevede parole, si è divertito tantissimo sentendo il pubblico cantare la sua canzone”.

Una passione tramandata, non poteva essere altrimenti.

“Tutta colpa mia se i miei ragazzi sono così appassionati a questo sport. Ne è valsa la pena andarci. peccato la distanza, se avessimo aspettato qualche giorni in più per i biglietti, forse avremmo risparmiato qualcosa e saremmo stati più vicini al ring. Va bene lo stesso, abbiamo assistito a qualcosa di incredibile, organizzazione allo stato puro e un mix tra vecchi appassionati e giovani leve che impazziscono per il wrestling”.

E poi quell’immagine di Pietro Milano con l’indice al cielo, gesto tipico per riconoscere il capo tribù Roman Reigns.

Non potevo fare altrimenti. Non ero un suo grande fan, sono più vicino a Cm Punk e Orton ma gli devo dare atto di essere grandissimo. I momento da ricordare? I cinque minuti di show di Paul Heyman che al microfono è spettacolare e l’ingresso di Ripley e Oba Femi. Il palazzetto è esploso, i decibel a livelli incredibili”.