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Tonnellate di rifiuti che, secondo l’accusa, avrebbero seguito percorsi ben diversi da quelli dichiarati sulla carta. Materiali che invece di raggiungere gli impianti autorizzati sarebbero finiti interrati nelle campagne o nascosti all’interno di capannoni industriali. È il quadro che emerge dalla maxi inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e che ha portato all’emissione di numerose misure cautelari nei confronti di imprenditori operanti nel settore ambientale tra Campania, Puglia e Lazio.

Tra i nomi coinvolti compare anche quello di Roberto Antonio Stanziano, amministratore unico della Waste Services Srl, raggiunto dal divieto di esercitare attività imprenditoriali per la durata di un anno.

Una vicenda giudiziaria che non si esaurisce però nel perimetro delle contestazioni ambientali. Perché Stanziano non è soltanto un imprenditore del comparto rifiuti. Da tempo ricopre infatti anche la carica di presidente del Consorzio Ambito B4, l’ente che gestisce i servizi sociali per numerosi comuni dell’area telesina e del Titerno.

Ed è qui che l’inchiesta rischia di aprire un fronte tutto politico. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il presunto sistema avrebbe consentito di aggirare le regole dello smaltimento attraverso una rete di trasporti e conferimenti ritenuti irregolari. Intercettazioni, pedinamenti e sistemi GPS installati sui mezzi avrebbero consentito agli inquirenti di documentare il presunto scostamento tra le destinazioni indicate nei formulari e quelle realmente raggiunte dai carichi.

Contestazioni che ora investono direttamente uno dei vertici di un organismo pubblico particolarmente delicato sul territorio.

Il Consorzio B4, infatti, non è un ente qualsiasi. È amministrato da un Consiglio di Amministrazione nominato dall’Assemblea dei Sindaci e svolge funzioni essenziali nell’ambito delle politiche sociali. Una struttura che vive di equilibrio istituzionale e di rappresentanza politica.

Per questo la domanda inizia a circolare con sempre maggiore insistenza tra amministratori e addetti ai lavori: Roberto Antonio Stanziano può continuare a guidare il Consorzio dopo essere stato raggiunto da una misura interdittiva nell’ambito di una delle più rilevanti inchieste ambientali degli ultimi anni?

Sul piano giudiziario sarà la normativa a chiarire eventuali incompatibilità o conseguenze amministrative. Sul piano politico, invece, la questione appare già aperta. Anche perché la nomina di Stanziano alla guida del B4 viene da tempo letta come espressione di precisi equilibri politici territoriali. Negli ambienti amministrativi il presidente del Consorzio viene considerato vicino al sindaco di Cerreto Sannita, del quale sarebbe uno dei principali riferimenti fiduciari all’interno dell’ente.

Un elemento che inevitabilmente trascina nella discussione anche i sindaci che compongono l’assemblea consortile. Gli stessi che oggi potrebbero essere chiamati a valutare se la permanenza di Stanziano alla guida dell’organismo sia ancora compatibile con il ruolo istituzionale ricoperto.

Per il momento non risultano iniziative ufficiali né prese di posizione pubbliche. Ma il silenzio potrebbe non durare a lungo. L’inchiesta, infatti, ha colpito diversi imprenditori del settore. Oltre a Stanziano, il provvedimento interdittivo ha riguardato Stefano Falzarano della Ambiente & Metalli, Aurelio Proia della MP Recuperi, Domenico Memoli della Memoli Domenico Srl, Gino Lori della San Eco Recuperi e Giovanni De Simone.

Sette persone sono state inoltre raggiunte dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre ulteriori soggetti risultano indagati a vario titolo nell’ambito dell’indagine. Naturalmente tutte le persone coinvolte devono ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

Ma il problema, almeno sul piano politico, è già qui. Quando il presidente di un ente pubblico finisce al centro di un’inchiesta che parla di rifiuti, smaltimenti illeciti, campagne trasformate in discariche e misure interdittive, la questione non riguarda più soltanto le carte della Procura. Riguarda anche la credibilità delle istituzioni che rappresenta.