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Il nemico del mio nemico è mio amico. In politica funziona. Almeno fino a quando non bisogna spiegare ai cittadini cosa si vuole fare insieme.

È tutto qui il nodo dell’alternativa a Mastella. L’antimastellismo può mettere attorno allo stesso tavolo pezzi di centrodestra e centrosinistra. Può ricucire rapporti, riaprire dialoghi, persino favorire reunion difficili da immaginare. Ma non può diventare il programma con cui chiedere ai beneventani le chiavi di Palazzo Mosti.

La manifestazione lungo corso Garibaldi, con la richiesta di dimissioni del sindaco, ha portato in piazza il dissenso. Le opposizioni hanno elencato, in un documento di 24 punti, anche precise contestazioni amministrative. Sarebbe scorretto ridurre tutto a un’antipatia personale.

La reunion tra Pasquale Viespoli e Umberto Del Basso De Caro, alla Sala Vergineo, si inserisce in questo quadro. Storie politiche diverse, riunite nel confronto sul declino della città e sulla costruzione di un’alternativa. Un passaggio politicamente significativo. Che però apre una domanda, anziché chiuderla: insieme per fare cosa?

Un conto è spiegare dove Mastella avrebbe sbagliato. Un altro è dimostrare come si intende fare meglio.

Parcheggi, trasporti, mense scolastiche, commercio, contrade. Su questi temi servono scelte comprensibili. Priorità, tempi, risorse. Anche il coraggio di promettere meno, purché sia realizzabile. Il cittadino deve poter capire cosa cambierebbe nella propria quotidianità affidandosi a un’altra amministrazione.

L’avversione al sindaco resta un collante per gli addetti ai lavori. Per chi deve parcheggiare, accompagnare un figlio a scuola o tenere aperta un’attività, rischia di essere un tema marginale.

Ecco perché chi vuole archiviare il mastellismo dovrebbe smettere di considerare il consenso degli elettori una conseguenza automatica dell’unità degli avversari. Sommare sigle e percorsi politici non significa sommare voti. Soprattutto quando manca una ragione convincente per stare insieme il giorno dopo le elezioni.

Altrimenti i beneventani potrebbero scegliere ancora Mastella, ove possibile, o chi ne raccoglierà il testimone. Per fiducia, per abitudine o perché l’alternativa non li avrà convinti. Essere tutti contro Mastella può bastare per una foto. Per governare Benevento serve molto di più.