Momenti di forte pericolo nella mattinata del 2 febbraio 2026 lungo la Strada Telesina, in prossimità dell’uscita di Paupisi, dove un cane di razza Boxer, di colore marrone, è stato avvistato mentre vagava disorientato tra le corsie di marcia, in mezzo a un traffico intenso di autovetture e mezzi pesanti che procedevano ad alta velocità.
A notare l’animale è stata l’avvocata Maria Fusco, residente a Paupisi e da tempo impegnata nella tutela degli animali, che stava percorrendo la Telesina in direzione Telese. Resasi immediatamente conto del grave pericolo sia per il cane che per gli automobilisti, l’avvocata ha contattato il numero unico di emergenza 112 chiedendo un intervento urgente.
Sul posto è successivamente intervenuta la Polizia Stradale, che ha attivato una pattuglia e richiesto il supporto dell’Anas. Per oltre due ore l’avv. Fusco ha percorso più volte il tratto stradale nelle direzioni Paupisi–Telese e Telese–Paupisi, seguendo gli spostamenti del cane che, nel frattempo, aveva attraversato la carreggiata più volte, invertendo anche il senso di marcia, sempre sotto la scorta del mezzo Anas.
Parallelamente sono stati effettuati numerosi contatti con l’Asl regionale e con l’Asl competente per territorio per richiedere l’intervento di recupero dell’animale, senza però ottenere riscontri operativi. Secondo quanto riferito, il personale Asl avrebbe ribadito telefonicamente che l’intervento è previsto esclusivamente in caso di animali feriti.
Dopo ore di tentativi e con l’animale ormai stremato, all’altezza dell’uscita di Paupisi il cane si sarebbe dileguato nelle campagne circostanti. Le successive ricerche non hanno consentito di rintracciarlo.
“Quanto accaduto rappresenta un serio campanello d’allarme – sostiene l’avv. Fusco – per la mancanza di coordinamento tra gli organi preposti, compreso il servizio veterinario pubblico, che dovrebbe intervenire anche con il supporto di volontari esperti per il recupero degli animali vaganti, anche quando non risultano feriti”.
Una situazione che, secondo l’avvocata, appare in contrasto con la normativa regionale vigente, in particolare la legge regionale 11 aprile 2019 n. 3 e il regolamento regionale 2 febbraio 2021 n. 1, che disciplinano il pronto soccorso degli animali vaganti. A ciò si aggiunge la legge 6 giugno 2025 n. 82, nota come “legge Brambilla”, entrata in vigore il 1° luglio 2025, che ha inasprito le pene per i reati contro gli animali, riconoscendoli come esseri senzienti e prevedendo la reclusione fino a quattro anni per l’uccisione e fino a due anni per il maltrattamento.
Restano inoltre in vigore le disposizioni del codice penale che puniscono l’abbandono di animali domestici e i reati di maltrattamento e uccisione. “Si tratta di una riforma epocale – conclude l’avv. Fusco – ma è evidente che occorre ancora molta strada affinché le norme siano realmente applicate. L’auspicio è che non si debbano più assistere a scene di cani e gatti abbandonati e lasciati morire sulle strade, travolti da veicoli che viaggiano a grande velocità”.




















