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Agosto fa rima con ‘Cautano in Poesia’ e con il premio Nazionale ‘Simonetta Lamberti’, l’appuntamento dedicato alla cultura che ormai da sei anni fa del borgo sannita un punto di riferimento culturale di primo piano.

Una manifestazione che sa rigenerarsi di anno in anno, crescere sempre di più e attrarre esponenti della scrittura di rilievo. E la serata di ieri ne è stata la piena testimonianza con un valore che è cresciuto toccando vette mai viste prima ma con un limite ancora superabile.

Già dalla sestina finalista si è capito che la competizione poteva essere serrata e alla fine la classifica ne è stata la piena testimonianza. Tutti vicinissimi, tutti staccati di pochissime lunghezze con Davide Ricchiuti che, alla fine, l’ha spuntata su Francesca Parravicini.

Una poesia intima quella del vincitore, un connubio tra ricordi e tradizioni, un pensiero alla nonna che, alla fine, ha colpito i giurati e il pubblico presente. Ma tutti hanno avuto modo di farsi apprezzare, ognuno con la propria storia, col proprio racconto e con la propria rappresentazione.

Sestina di alta qualità, Ricchiuti vince ma di pochissimo

Alle spalle dei due, un ex aequo per tutti. Non ci doveva essere una classifica, Ci voleva un vincitore, questo sì, ma il resto tutti sullo stesso piano. Da Roberto Baccarini ad Anna Rosso, passando per Eva Di Palma e Daniele Cremisi.

Tutti bravissimi nel dare uno spaccato della poesia attraverso linguaggi e temi differenti.

Una serata che è partita con la riflessione sullo stato della poesia contemporanea attraverso il confronto tra Michele Piramide, direttore artistico insieme a Domenico Cosentino, e Mattia Tarantino.

La serata che ha visto come sottofondo la musica di Luigi ‘Luis’ De Cicco, struggente nel suo ricordo di Francesco Guccini e intimo in ogni altra rappresentazione musicale.

Cala il sipario su questa sesta edizione di ‘Cautano in Poesia’ e lo fa attraverso il modo più coerente possibile: all’alba, con la lettura dei poeti a cura di Daphne Grieco e l’accompagnamento musicale di Aniello Montella.

Resta il sapore di un percorso intenso, pieno, nel quale, ancora una volta, c’è stata la conferma che l’arte, la cultura, rappresenta il viatico adatto per esportare talento e creatività da consegnare alla propria comunità, tra riflessioni e ricordi.

Un modo per alimentare la vita. A Cautano questo concetto, ormai, è diventato radicato.