Sarà la patata di montagna il filo conduttore dell’VIII edizione di “Taburno Experience…la patata di montagna”, in programma il 12 e 13 settembre 2026 a Cacciano, frazione di Cautano, a cura dei volontari della Pro Loco Cepino Prata APS di Cautano.
Due giornate pensate non soltanto come una festa dedicata a uno dei prodotti identitari del territorio, ma come un vero e proprio viaggio alla scoperta del legame tra agricoltura, memoria, tradizioni e comunità.
Per questa edizione, la manifestazione è stata candidata a “Evento di Qualità UNPLI”. Durante i giorni della festa saranno presenti ispettori nazionali UNPLI, chiamati a valutare la candidatura, insieme ai vertici dell’UNPLI Provinciale di Benevento e dell’UNPLI Regionale Campania.
Il programma prenderà il via sabato 12 settembre alle ore 9.00, con la visita ai campi di patate, un’occasione per conoscere da vicino le coltivazioni e le caratteristiche della patata di montagna.
Alle 10.00 sarà quindi il momento di “Il territorio si racconta”, un dialogo aperto sulla patata di montagna e sul suo rapporto con il territorio. Non un tradizionale convegno istituzionale, ma un momento di confronto tra produttori, consumatori, istituzioni, esperti e cittadini, per parlare della storia del prodotto, delle sue potenzialità e del suo valore per la Valle del Taburno.
La memoria di un antico rito
Particolare attenzione sarà dedicata alla tradizione della patata interrata, un rito agricolo antico legato alla conservazione e alla vita delle comunità rurali.
Durante la mattinata di sabato, questa antica pratica sarà rievocata e raccontata, riportando alla memoria un modo di custodire la patata che appartiene alla cultura contadina del territorio.
Un gesto semplice, ma profondamente significativo: interrare le patate significava proteggerle e conservarle, affidando il raccolto alla terra per poterlo ritrovare e utilizzare nel corso dei mesi successivi. La rievocazione vuole trasformare questa pratica in un momento di memoria condivisa, soprattutto per permettere alle nuove generazioni di conoscere gesti e saperi che rischiano di scomparire.
«La patata di montagna non è soltanto un prodotto agricolo – sottolineano gli organizzatori – ma racconta un modo di vivere, il rapporto con la terra e una comunità che per generazioni ha saputo trasformare ciò che la montagna offriva in risorsa. Recuperare questi gesti significa mantenere vive le nostre radici».
Tradizione, laboratori e musica
Nel pomeriggio di sabato, alle 17.00, è prevista l’inaugurazione ufficiale della manifestazione, seguita dal laboratorio di ceramica, dalle 17.00 alle 19.00, promosso in collaborazione con MAV – Ceramiche d’Arte di Moiano, e dal laboratorio di gnocchi e vimini, dalle 18.00 alle 19.00: due momenti dedicati alla manualità e alla riscoperta di antichi saperi.
La giornata si concluderà alle 21.30 con “45 giri – Live Show anni ’80”, un viaggio musicale nell’atmosfera degli indimenticabili anni Ottanta.
La domenica 13 settembre sarà invece dedicata alla natura, alla convivialità e alla musica. Alle 9.00 partirà il trekking alla scoperta dei sentieri del territorio, tra natura, storia e panorami del Taburno.
Alle 12.30 spazio al pranzo, accompagnato durante la giornata da un DJ set, mentre alle 14.30 arriverà il momento delle graffe live, preparate al momento.
A chiudere la VIII edizione, alle 21.30, sarà la musica dal vivo dei Janua, con sonorità e tradizioni del territorio.
“Taburno Experience” nasce così con l’obiettivo di raccontare una terra attraverso ciò che produce e, soprattutto, attraverso le persone che ancora oggi la vivono e la custodiscono.
La patata di montagna diventa quindi il punto di partenza per parlare di identità, agricoltura, memoria e futuro, in un appuntamento che vuole coinvolgere l’intera comunità e tutti coloro che desiderano conoscere più da vicino il territorio del Taburno.


















