Maria Rosaria Ricci, docente ora in quiescenza, ex vicepreside dell’Istituto Magistrale “Guacci”, attivista dell’Associazione Libera, è la nuova referente provinciale dell’Associazione fondato da Don Luigi Ciotti. La docente succede a Michele Martino che dopo 9 anni ha lasciato la guida del sodalizio sannita.
Lo ha deciso presso il Centro la Pace l’assemblea di Libera, cui hanno preso parte anche il vice sindaco di Benevento Francesco De Pierro, la consigliera comunale Giovanna Megna, il segretario provinciale della Cgil Luciano Valle ed il Rettore emerito dell’Unisannio Gerardo Canfora. Ai lavori erano presenti anche numerose Associazioni, tra le quali l’Agesci , l’Anpi, l’Azione Cattolica, la Solot, il Laboratoio per la felicità pubblica. Il vice sindaco salutando la platea ha sottolineato: “Vedo tanta partecipazione. C’e’ stata in questi anni una collaborazione istituzionale con Libera casomai con visioni differenti ma nell’ambito di correttezza dei rapporti”.
Poi ha aggiunto: “Sono tante le iniziative che abbiamo portato avanti come l’ex cementificio Ciotta che abbiamo recuperato proiettandolo alla funzione sociale. L’associazione si è contraddistinta con una guida autorevole e in ricordo di vittime innocenti. Si apre oggi un nuovo ciclo e sono certo che chi succederà si avvarrà della sua enorme esperienza e competenza, una guida per le nuove generazioni”.
E’ intervenuto poi Michele Martino che ha relazionato sul suo perato. Nel suo indirizzo di commiato ha sottolineato: “Sono stati 9 anni intensi che hanno portato ad un’esperienza umana e politica. E’ un movimento che e’ nato dal basso, dalla denuncia e non tacere rispetto alla legalità e alle ingiustizie”. Il referente uscente ha quindi attaccato quella parte della società civile sannita che non partecipa alle battaglie sociali e civili: “Molto spesso è stato un territorio dormiente, anche troppo rispetto al malaffare, alle auto incendiate o rispetto agli imprenditore che si sono ritrovati proiettili inesplosi dinanzi le proprie attività commerciali”. Martino ha quindi aggiunto: “Occorre avere la capacita di reagire per provare di avere anticorpi. Dobbiamo difendere ancora il nostro territorio Ci vuole consapevolezza”.
Su un concetto Martino ha molto insistito: “Sono stati nove anni all’insegna del noi: abbiamo unito associazioni cattoliche e laiche guidate dal tema della memoria e dei beni confiscati”. Per Martino la guardia deve essere sempre alta: “Mancano le denunce, ma non mancano i reati. Libera continuerà ad essere cerniera di tante realtà. Questo territorio va presidiato e lo continuerà a fare con tanta responsabilità”.
Nel corso dei lavori dell’Assemblea è stata in particolare sottolineata l’opera meritoria di un comune della Valle Telesina, Castelvenere, che ha saputo e voluto condurre un progetto in collaborazione con Libera e l’istituto Alberghiero, che è stato denominato “L’olio che fa.. Il Bene”, che è riuscito ad unire e promuovere legalità e formazione agricola nel territorio.
E’ intervenuta quindi Maria Rosaria Ricci, che, eletta nuova referente provinciale di Libera Benevento, ha espresso innanzitutto il proprio ringraziamento agli attivisti per la fiducia accordatale, richiamando il valore di un percorso fondato sull’impegno collettivo. “Il nostro cammino è il frutto di un lavoro condiviso, costruito dalle associazioni e dalle persone che danno vita a un autentico noi”, ha affermato.
Nel suo intervento Ricci ha poi ribadito la volontà di proseguire nel solco tracciato dal referente uscente Martino, al quale ha espresso il suo ringraziamento per le solide basi costruite in questi anni. Ricci ha continuato: “La continuità dell’azione sarà accompagnata anche da un rinnovamento. «Porteremo avanti un’azione coerente con le indicazioni di Libera nazionale e con i temi della campagna “Fame di verità e giustizia”, ha spiegato.
Sul piano locale, la nuova referente ha infine rimarcato l’impegno a rafforzare la presenza dell’associazione sul territorio: “Continueremo a essere sentinelle del Sannio, lavorando per ampliare la rete associativa e la presenza dei presìdi, e per mantenere viva la memoria e la conoscenza delle storie delle vittime, del nostro territorio e non solo”.



















