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Clemente ordina, Nino dispone. Almeno è questa la lettura che nelle ultime ore circola con insistenza negli ambienti politici sanniti dopo la decisione di anticipare al 26 luglio le elezioni per il rinnovo della presidenza della Provincia di Benevento.

“Nino, dobbiamo anticipare le elezioni provinciali, sennò poi è un casino”. Potrebbe essere andata più o meno così la conversazione tra il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, e il presidente della Provincia, Nino Lombardi. Una ricostruzione che appartiene al terreno dei retroscena politici, ma che trova alimento in una domanda che molti, oggi, si pongono: perché tanta fretta? Come se a Sant’Agata de Goti avesse vinto Carmine Valentino  

Sul piano strettamente politico, infatti, non sembrano esserci ragioni tali da giustificare un’accelerazione. Le recenti elezioni amministrative hanno restituito un quadro sostanzialmente identico a quello precedente. Nove sindaci su dieci sono stati confermati. L’unica variazione significativa riguarda il Comune di Calvi, passato da un’amministrazione di area Lega a una guida vicina al Partito Democratico. Troppo poco per alterare realmente gli equilibri dell’assemblea dei grandi elettori.

E allora il motivo va cercato altrove. Secondo indiscrezioni provenienti dagli ambienti di Palazzo Mosti, la scelta di fissare il voto a luglio sarebbe legata all’evoluzione del cosiddetto Caso Santamaria. Gli sviluppi della vicenda giudiziaria che ha coinvolto il super dirigente mastelliano potrebbero infatti produrre conseguenze ancora imprevedibili sul piano politico e amministrativo. Da qui la volontà di chiudere rapidamente la partita provinciale e blindare la riconferma di Lombardi prima che eventuali novità possano modificare il quadro attuale.

Sul fronte elettorale, salvo clamorose sorprese, il presidente uscente appare destinato alla riconferma. Nino Lombardi può contare su una maggioranza ampia e consolidata e nelle ultime ore si parla persino di possibili sostegni trasversali provenienti da ambienti vicini al deputato di Forza Italia Francesco Maria Rubano, soprattutto dopo l’intesa politica registrata a Sant’Agata de’ Goti.

Molto più complicata appare invece la situazione nel centrodestra. L’unità tra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega continua a restare lontana. Il partito di Giorgia Meloni avrebbe indicato il nome del sindaco di San Bartolomeo in Galdo, Carmine Agostinelli, con l’obiettivo di schierare un amministratore del Fortore capace di raccogliere consensi anche oltre il perimetro della coalizione. Forza Italia, però, non sembra intenzionata a fare passi indietro e continua a spingere sulla candidatura del sindaco di Ceppaloni Claudio Cataudo. La Lega, dal canto suo, guarda a Pasquale Viscusi, sindaco di Frasso Telesino e consigliere provinciale in carica.

Ancora più nebuloso il quadro nel centrosinistra. Il Partito Democratico deve anzitutto ricucire i rapporti con Alleanza Verdi e Sinistra e con Avanti-PSI dopo le tensioni emerse nell’ultima elezione del Consiglio provinciale. Tramontata l’ipotesi, in realtà mai davvero decollata, di una candidatura di Umberto Del Basso De Caro, dopo la sconfitta registrata a Castelfranco in Miscano, i democratici stanno valutando le prossime mosse.

Le strade possibili sono due: presentare un proprio candidato e andare a una corsa a tre che finirebbe con ogni probabilità per favorire Lombardi, oppure tentare la costruzione di un asse trasversale con il centrodestra su un nome unitario. Uno scenario che oggi appare politicamente difficile da immaginare, ma che nelle elezioni di secondo livello non può essere escluso a priori.