Confcommercio attacca l’ente camerale: “In atto azioni insulse per restare ancorati alla poltrona”

Confcommercio attacca l’ente camerale: “In atto azioni insulse per restare ancorati alla poltrona”

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Benevento – “Destano forte meraviglia le dichiarazioni dei Presidenti La Stella da Avellino e Campese da Benevento al riguardo di paventati ricorsi contro l’imminente pubblicazione del decreto regionale di attribuzione dei seggi del Consiglio camerale della nuova Camera di Commercio Irpinia Sannio.” Comincia così la dura nota stampa inviata dalla Confcommercio Benevento e che pubblichiamo integralmente.

“I due vertici sembrano aver dimenticato che la (SCIAGURATA o quantomeno discutibile) decisione di accorparsi in una unica Camera di Commercio è stata fatta, su loro proposta, dai rispettivi Consigli che hanno deliberato con la prevista maggioranza dei 2/3 adducendo motivazioni ben circostanziate: “razionalizzazione di azioni riducendo così i costi e liberando risorse per gli interventi promozionali, garanzia di un preciso e mirato sostegno allo sviluppo del territorio in cui insisterà il nuovo Ente, espressione di un disegno strategico mirante a fornire risposte sempre più adeguate alle esigenze delle imprese, miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi offerti”. Le attuali governance delle 2 Camere di Commercio hanno deliberato –per quanto specificatamente indicato nelle delibere consiliari- “a legislazione vigente in base all’art. 1, comma 5 della Legge 580/1993 che prevede la possibilità di 2 o più Camere di Commercio  di potersi accorpare” ed avendo richiamato, altresì, “l’art. 10 della Legge 224/2015 al riguardo del numero delle imprese iscritte nel Registro delle Imprese”: richiami a precise norme rimaste immutate anche a seguito degli intervenuti decreti di riforma del sistema camerale che ora si sta attaccando, provare ad incardinare un ennesimo ricorso alla Giustizia amministrativa sarebbe anacronistico ed infondato rispetto alle motivazioni addotte nelle Ordinanze dal Consiglio di Stato dapprima per la Camera di Commercio di Pordenone e poi, per l’ANCE di Crotone, per le Camere di Commercio di Terni, Pavia e Taranto. L’eventuale riapertura di una discussione circa le opportunità dell’accorpamento delle Camere di Commercio di Avellino e Benevento, pertanto, impone necessariamente ai 2 Consigli, semmai, l’esercizio dell’istituto dell’autotutela con il ritiro delle deliberazioni assunte nell’anno 2016: si rimane stupiti del perché La Stella e Campese ancora non abbiano provveduto a riunirli non affrontando le rispettive importanti responsabilità. Parlare di ricorsi al Consiglio di Stato, di anticostituzionalità fanno oggettivamente solo supporre che sia una ennesima improvvida decisione finalizzata solo esclusivamente all’ottenimento di un eventuale sospensione del procedimento da parte di chi, consapevole di un sopraggiunto sfavorevole grado di rappresentatività, ha timore di perdere la poltrona innanzi ad uno stato dei fatti difforme dal passato. Se così non fosse vi invitiamo , una volta prodotto il famigerato ricorso, al rassegnare le vostre irrevocabili dimissioni dai ruoli ricoperti: si pensi che  il Consiglio camerale della Camera di Commercio di Benevento, è ormai scaduto da 2 anni!!!!!!!!! Intanto costatiamo , Leggendo le agenzie di stampa rilasciate da esponenti Irpini , che  l’elezione del Consiglio della nuova Camera di Commercio non si preannuncia come una fusione ma bensì come una “annessione” ad Avellino; questo appare evidente dalle annunciate e quasi scontate  candidature di soli irpini alla presidenza della Camera di Commercio Irpinia Sannio questo fare genera gravi e negative ripercussioni sia politiche che sindacali. Oltretutto, sentire nomi di candidati a Presidente senza la preventiva condivisione sulle azioni da intraprendere è oltremodo superato quanto inopportuno: ai nomi si deve giungere solo dopo la valutazione dei programmi e la valutazione dell’uomo che si candida a poter realizzare un programma condiviso”.



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