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La partita si sposta nelle stanze che contano. E lì, spesso, si decidono i finali peggiori. In 1ª Commissione Affari costituzionali è stata avviata la discussione in sede redigente del ddl n. 1390, che introduce nuove disposizioni sulla decadenza del Presidente della Provincia e sul conseguente scioglimento del Consiglio provinciale. A riferire è stato il presidente Balboni, in sostituzione del relatore, il senatore De Priamo.

Il testo porta la firma del senatore Domenico Matera (Fratelli d’Italia), presentato il 20 febbraio 2025 e annunciato nella seduta n. 276 dello stesso giorno. Un’iniziativa parlamentare che, dietro il linguaggio tecnico, nasconde un potenziale effetto politico dirompente. Perché se il provvedimento dovesse superare lo scoglio della Commissione, il suo impatto sarebbe immediato. E tutt’altro che neutro. Soprattutto guardando alla situazione nel Sannio.

Con le regole attuali, gli equilibri sono fragili ma gestibili. Con quelle immaginate dal ddl Matera, invece, il baricentro si sposterebbe. E di molto. I numeri, oggi, dicono una cosa chiara: il Consiglio provinciale acquisirebbe un ruolo decisivo nella sfiducia del Presidente della Provincia. Un cambio di schema che trasformerebbe una crisi politica in un atto quasi automatico. Altro che riforma tecnica. Qui si riscrive la geografia politica e l’equilibrio di un sistema che fin oggi si è retto soltanto su un ‘vizio legislativo’ dell’attuale Delrio.