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“Le scuole dei paesi delle aree interne sono presidi di vitalità, cultura e speranza per le nostre piccole realtà”. A dichiararlo è Antonio Di Maria, presidente del Gal Alto Tammaro e componente dell’ufficio di presidenza dell’Uncem
 
“Condivido pienamente le considerazioni e l’appello rivolto dal presidente dell’Uncem, Marco Bussone, al ministro dell’Istruzione Valditara. Dopo aver visionato l’ultimo film di Antonio Albanese e Virginia Raffaele sul tema, emerge ancora più forte la difficoltà di tanti paesi dell’Appennino italiano a non scomparire. La chiusura di tante scuole, come prevede il ministero a partire dal prossimo anno, si accompagnerà con lo svuotamento graduale di ogni servizio. Le aree interne hanno bisogno di una politica di investimenti per essere potenziate, sopravvivere alla emorragia demografica già drasticamente in atto ed attrarre residenzialità. I servizi sono essenziali in una comunità, ancor di più nelle nostre che già scontano una difficoltà legata all’orografia del territorio e una lontananza dalla città capoluogo e dai grandi centri. Alla luce di tutto ciò la scuola non può essere oggetto di tagli. I nostri bambini, i loro genitori non possono essere lasciati soli tenuto conto anche della carenza di trasporto pubblico tra i nostri centri e per Benevento”.
 
“Francamente è una decisione inaccettabile – conclude Di Mariache cercheremo di contrastare, sia come Uncem che come rappresentanti delle aree interne sannite, in ogni sede. Ma più in generale, se a livello centrale si continua a ragionare sull’economicità dei servizi tagliandoli, vedi la chiusura delle banche e degli sportelli bancari con i relativi Ats, vorrà dire che a breve saremo costretti a chiudere tutto, Comuni compresi”.