L’accusa più grave, quella di aver fatto parte di un’associazione finalizzata al traffico di droga, non ha retto al processo. Restano le condanne per alcuni episodi di spaccio: otto anni per Gennaro Morgillo, sei per Marco Iovino e sei per Filomena Rocco. È l’esito del giudizio davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha pronunciato l’assoluzione dal reato associativo e da diversi episodi di cessione di stupefacenti contestati ai tre imputati.
Le pene sono inferiori a quelle sollecitate dalla Direzione distrettuale antimafia: 26 anni per Morgillo, 41enne di San Felice a Cancello, e 13 anni ciascuno per Iovino, 60enne di Bonea, e Rocco, 47enne di Pozzuoli. Il collegio ha accolto parte delle argomentazioni sostenute dagli avvocati Vittorio Fucci e Daniela Martino, distinguendo le responsabilità per i singoli episodi di spaccio dalla contestazione di un’organizzazione dedita al narcotraffico.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, i tre avrebbero avuto ruoli di vertice in un gruppo attivo tra Caserta, la Valle Caudina, la Valle di Suessola e la Valle di Maddaloni. A Morgillo, in particolare, la Dda attribuiva il ruolo di promotore dell’associazione.
L’ipotesi investigativa descriveva un sistema di consegne itineranti. Gli appuntamenti con gli acquirenti sarebbero stati fissati al telefono oppure attraverso WhatsApp e Facebook, anche utilizzando espressioni che gli investigatori ritenevano riferite alla compravendita di droga. Un quadro che, all’esito del dibattimento, non ha portato alla condanna per il reato associativo. Il Tribunale ha invece riconosciuto la responsabilità degli imputati per una parte delle singole vendite contestate.
La vicenda giudiziaria proseguirà in appello. L’avvocato Fucci ha annunciato che impugnerà la sentenza, contestando dunque anche le condanne rimaste dopo le assoluzioni.
Per Morgillo e Iovino la difesa valuterà inoltre la possibilità di chiedere il riconoscimento della continuazione con reati già giudicati in precedenti procedimenti. Una valutazione che potrebbe incidere sulla pena complessiva, ma il cui esito resta da definire.


















