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«Abbiamo richiesto un incontro formale ai vertici di Asl, Arpac, Gesesa e Consorzio ASI sull’emergenza ambientale del Fiume Calore e sulla insostenibile situazione dei miasmi».
 
Lo annunciano i consiglieri comunali del Partito Democratico Francesco Farese, Floriana Fioretti, Giovanni De Lorenzo, Raffaele De Longis e Marialetizia Varricchio.
 
L’iniziativa nasce dalle crescenti preoccupazioni della cittadinanza e dalla necessità di acquisire dati certi e trasparenti.
 
«Il quadro resta allarmante – dichiarano i consiglieri – prima la presenza di spesse chiazze di schiuma bianca sulle acque del fiume, poi gli episodi di moria di pesci e le continue esalazioni moleste, fino ad arrivare al sequestro, confermato dal Tribunale, dell’impianto di depurazione gestito dal Consorzio ASI.
 
A fronte di tutto ciò, registriamo con sconcerto la totale carenza di informazioni trasparenti da parte dell’Amministrazione Comunale e delle altre istituzioni di governo del territorio.
 
Abbiamo chiesto, pertanto, un incontro per fare piena luce su aspetti fondamentali. 
 
Lo stato di salute di acque e suoli, chiedendo la pubblicazione di tutti gli esiti analitici chimico-fisici e biologici effettuati da ARPAC sul Fiume Calore, con indicazione precisa dei punti di prelievo e dei responsabili dell’inquinamento.
 
La tutela della salute pubblica, chiedendo una relazione dettagliata del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL sui rischi per i cittadini esposti alle esalazioni e sulle eventuali prescrizioni adottate;
 
La sicurezza delle falde acquifere, chiedendo di conoscere le verifiche condotte (o da condurre) sulle acque sotterranee e i controlli specifici eseguiti sui pozzi di approvvigionamento idrico.
 
I controlli in agricoltura, chiedendo di rendere noti i monitoraggi programmati ed eseguiti sui terreni e sui prodotti coltivati nelle aree prospicienti il corso d’acqua;
 
La gestione del depuratore ASI e degli scarichi, chiedendo chiarimenti tecnici sulle misure d’emergenza disposte a seguito del sequestro giudiziario per evitare il prosieguo di sversamenti non depurati nel fiume e il piano dei controlli sulla rete fognaria.
 
Il diritto alla salute e alla tutela dell’ambiente non ammettono né ritardi né rimpalli di competenze. I cittadini di Benevento hanno il diritto di sapere cosa stia accadendo e quali iniziative di salvaguardia si stiano attuando».