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Flash mob per chiedere “rispetto”. Lo slogan della mobilitazione promossa da alcune associazioni ambientaliste fa riferimento alla necessità di tutelare il territorio dagli inquinamenti dell’aria e delle acque a seguito degli ultimi avvenimenti verificatisi in questa estate torrida che hanno profondamente turbato tanta parte della opinione pubblica.

Dapprima una puzza persistente proveniente con ogni evidenza da contrada San Domenico, da un impianto per la lavorazione del biometano, ritenuto non a norma da alcune ispezioni ordinate; quindi il 24 luglio uno sversamento nel fiume Calore di liquami proveniente con altrettante evidenza dall’impianto che avrebbe dovuto smaltirli nell’area industriale di Ponte Valentino che ha provocato una moria di pesci ed ulteriore inquinamento delle acque.

Mentre impazzano le polemiche politiche all’interno delle Istituzioni ed in particolare in Consiglio comunale, le Associazioni ambientaliste hanno indetto proprio presso il ponte Vanvitelli che scavalca il Calore tra il Rione Ferrovia e corso Vittorio Emanuele un presidio di cittadini per imporre il rispetto delle leggi e delle norme in materia di tutela dell’ambiente e del territorio.

Secondo i promotori della manifestazione, il Sannio è ormai diventata una terra di conquista da parte di persone prive di scrupoli che, per il profitto se ne infischiano del paesaggio, della natura, del territorio, fanno finta di provvedere allo smaltimento controllato dei rifiuti ed incassano il denaro dei conferimenti.

In questa ottica le Istituzioni preposte al controllo e alle autorizzazioni sarebbero troppo morbide o addirittura conniventi.

Presenti al flash mob anche consiglieri di opposizione: abbiamo notato Luigi Perifano, Floriana Fioretti, Giovanna Megna, Vincenzo Sguera . Presente l’ex  consigliere regionale Gino Abbate, l’ex assessore all’Ambiente Alessandro Rosa.

Le associazioni chiedono verita’.

Michele Martino portavoce dell’iniziativa  ha sottolineato: “La cittadinanza è stata costretta a scendere in piazza in un luogo significativo. Cosa è successo? Perchè è successo? e quali provvedimenti sono stati adottati? Non e’ stata data nessuna risposta. Solo silenzio”.

Le associazioni chiedono verità,  trasparenza e risposte risolutive: “Serve un tavolo prefettizio dove tutti gli enti devono sedersi al tavolo e non fare da scaricabarile”

Presente l’ex assessore comunale all’Ambiente Alessandro Rosa che è stato molto critico: “I cittadini chiedono giustamente chiarezza. C’è stato un disastro. La citta deve avere risposte. Occorre fare quadrato e adottare politiche per il fiume che non deve essere più danneggiato. I cittadini non possono patire più il mal d’aria”.

L’ex assessore Rosa ha infine concluso: “Secondo me c’è stato un  corto circuito di filiera per la gestione rifiuti.  Chi ha sbagliato paghi”.