Entrare al Teatro San Carlo è sempre un privilegio, ma assistere a uno spettacolo in cui i protagonisti sono giovani allievi di un istituto di musica rende l’emozione ancora più intensa. Seduta in platea, ho avuto la netta sensazione di partecipare a qualcosa di importante: non solo un concerto, ma un momento di crescita, di riconoscimento e di orgoglio collettivo. Vedere studenti esibirsi nel teatro d’opera più antico e prestigioso del mondo è una conquista enorme, per loro, per le famiglie che li hanno accompagnati – e continuano ad accompagnarli – in questo percorso di studio, sacrifici e sogni, e per chi crede che lo studio della musica debba trovare occasioni concrete di confronto con la realtà professionale. 
Gli oltre 1300 astanti hanno accolto l’evento con entusiasmo sincero, regalando applausi calorosi a tutti i protagonisti della serata. L’iniziativa rientra nel progetto di Internazionalizzazione del PNRR, promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca, e rappresenta una dimostrazione concreta di quanto la formazione artistica possa diventare esperienza viva, reale, capace di portare i giovani su palcoscenici d’eccellenza in tutto il mondo.
Ad aprire la serata è stato l’intervento istituzionale di Marcella Gargano, Direttore Generale del MUR, che ha ribadito il valore della collaborazione tra le istituzioni dell’Alta Formazione Artistica e il ruolo strategico del PNRR nel creare opportunità vere per gli studenti, protagonisti oggi e professionisti del domani. Parole che hanno trovato immediata conferma in ciò che, di lì a poco, sarebbe accaduto sul palco.
Assoluta protagonista è stata l’orchestra composta interamente da allievi dei Conservatori di Benevento e di Campobasso, diretta con energia e sensibilità dal Maestro Francesco D’Ovidio. Una compagine giovane, ma sorprendentemente matura, capace di affrontare un programma ampio e articolato che ha attraversato alcuni dei musical più amati di sempre: da West Side Story a Les Misérables, da Cats a Jesus Christ Superstar, fino a My Fair Lady e Grease.
Accanto ai musicisti, solisti e coro hanno contribuito a creare un insieme compatto e credibile, frutto evidente di un lavoro didattico serio e condiviso. La partecipazione di Sarah Jane Morris, interprete di livello internazionale, ha contribuito ad innalzare il livello della serata. La sua presenza, percepita come discreta e parte integrante del gruppo, ha dato l’idea di una grande professionalità vissuta con semplicità e rispetto.
Così come l’esibizione di Gigi D’Alessio sulle note di ‘Non digli mai’, poi la riflessione: “Gran parte della mia vita l’ho trascorsa qui di fronte (in Galleria Umberto I, ndr) dove facevamo i dischi. E pensate che per fare questi dieci metri e arrivare oggi su questo palco ho impiegato 50 anni. Qui l’emozione è grandissima” dice prima di augurare buon Natale a tutti. 
I giovani artisti hanno dimostrato rigore, passione e una qualità esecutiva che testimonia l’eccellenza del percorso formativo e il lavoro prezioso dei docenti. Il Direttore del Conservatorio ‘Nicola Sala’, Giuseppe Ilario, ha sottolineato come questa esperienza rappresenti la perfetta sintesi tra alta formazione, progettualità europea e valorizzazione del talento, mentre il Presidente Nazzareno Orlando ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e territori, capace di generare risultati concreti e di grande qualità.
Un esempio virtuoso, dunque, di come investire nella cultura e nei giovani significhi costruire il futuro del Paese.



















