Se non fosse stato per il rigore trasformato da Salvemini sui titoli di coda, Benevento-Sudtirol avrebbe ricalcato quasi fedelmente il copione visto contro il Modena. Il penalty ha invece rimesso almeno parzialmente le cose a posto, regalando un punto meritatissimo alla Strega, rea, come contro i canarini, di aver fallito tante occasioni e di aver commesso, poi, il solito errore di posizionamento in occasione dello svantaggio. “Subiamo gol ripetitivi – ha detto ieri il tecnico dopo la gara –. Quando siamo al limite dell’area la palla va tenuta. Loro non ci hanno mai tirato in porta con la squadra schierata”.
Un problema chiaro, verso il quale urgono correttivi, perché il campionato non aspetta e il Benevento non può permettersi di gettare al vento punti importantissimi. Il credo calcistico di Floro Flores è quello di correre, aggredire, attaccare gli spazi e, quando possibile, verticalizzare. Una ricetta che lo scorso anno in C ha dato frutti enormi, con il Benevento capace di mettere uno dietro l’altro record di gol e vittorie. In B, però, occorre un pizzico di prudenza in più.
Modena e Sudtirol hanno dimostrato che non si può scoprire troppo il fianco agli avversari, provando quasi sempre ad andare dritto per dritto, perché il rischio è quello di ritrovarsi nell’uno contro uno, come accaduto ieri sera in occasione del vantaggio della squadra di Possanzini.
Centrocampo a due o a tre?
Mister Floro Flores continua a ripeterlo come un mantra: non contano i numeri, conta la disponibilità degli uomini al sacrificio. Tutto vero, ma è altrettanto innegabile che la sola presenza di Maita e Prisco in mezzo al campo rischia di lasciare entrambi in balia del palleggio degli avversari soprattutto quando le forze di chi sta davanti iniziano a calare e gli spazi da coprire aumentano.
Il progetto tecnico dell’allenatore è chiaro: con quattro bocche di fuoco in attacco, le soluzioni offensive si moltiplicano all’inverosimile. Il problema, però, sorge quando, come contro Modena e Sudtirol, la squadra riesce a capitalizzare poco rispetto a quanto produce. Nelle prime due giornate di campionato la Strega ha raccolto quasi nulla rispetto a quanto creato. Può anche trattarsi di un dato momentaneo, ma è certo che in B non ci si può permettere questo lusso, perché nella fisiologica fase di “recupero” durante una gara gli avversari possono infilarti in qualsiasi momento.
Modulo
Questa rosa è costruita per il 4-2-3-1, ma, per essere sostenibile, il progetto tattico deve prevedere dei correttivi e non essere portato all’esasperazione. Giusto attaccare, dunque, ma quando c’è margine e non sempre e comunque, perché, in caso di giocate forzate, si corre il rischio di concedere le più classiche transizioni offensive.
Un punto in due gare casalinghe non è un bottino eccezionale, ma, in fondo, nemmeno del tutto da buttare via. Sarebbe banale dirlo, ma la B è un torneo estremamente lungo, nel quale anche un piccolo mattoncino può fare la differenza. L’1-1 di ieri sera ha un peso specifico enorme nel cammino della Strega, che deve limare una serie di aspetti, ma non è affatto tutto da buttare via.
Mercato
Un ulteriore aiuto, poi, potrebbe arrivare dal mercato, con l’innesto di un centrocampista capace di rappresentare una valida alternativa a Maita e Prisco. Siamo solo all’inizio, ma il Benevento ha già dimostrato di avere in B tutte le carte in regola per dire la sua e conquistare la salvezza, che resta l’obiettivo dichiarato.
Il metro di giudizio rappresentato da Modena e Sudtirol, due squadre che militano in B da più di qualche anno, ha detto che i giallorossi se la possono giocare, a patto, però, di capire in fretta che l’approccio alla serie cadetta deve essere diverso rispetto alla C, dove il Benevento era dominante anche quando viaggiava con il freno a mano tirato.



















