L’esame dei telefoni e dei computer sequestrati nell’inchiesta del Comune di Benevento dovrà attendere. L’incarico al consulente della Procura, Lorenzo Laurato, era fissato per oggi alle 12, ma non è stato conferito. L’appuntamento era fissato alle 12 in Procura. Dovevano essere acquisiti i dati dei dispositivi in uso a 16 indagati: Maria Antonella Matticoli, Antonella Moretti, Maurizio Perlingieri, Vincenzo Rosiello, Vincenzo Caretti, Nascenzio Iannace, Giorgio Saginario, Antonio Caporaso, Pio Minicozzi, Antonio Iannella, Domenico D’Agostino, Giovanni D’Occhio, Renato Parente, Raffaele Basso, Paolo Papapietro e Romeo Melillo.
Salta l’incarico del pm: la difesa chiede un perito nominato dal gip
L’avvocato Angelo Leone ha annunciato la riserva di incidente probatorio: entro dieci giorni sarà presentata una richiesta al gip Maria Amoruso perché a occuparsi dei telefoni e dei computer sia un perito nominato dal giudice, anziché il consulente della Procura.
Piano Borea, l’appalto da 3,6 milioni e la presunta tangente del 7%
L’inchiesta comprende anche il filone sul Piano Borea, al centro di un distinto fascicolo della Procura europea. Le contestazioni riguardano il presunto pagamento di una tangente per l’appalto da oltre 3,6 milioni di euro destinato alla bonifica della discarica: secondo l’accusa, sarebbe stata promessa una somma pari al 7% del valore dei lavori. Tra i sei indagati in questo procedimento figurano Gennaro Santamaria, Maurizio Perlingieri, Romeo Melillo, Vincenzo Rosiello, Antonio Iannella e Carmine Iannella. Considerando anche questo filone, gli indagati sono 20. Santamaria era stato arrestato il 30 marzo con l’accusa di aver chiesto 70mila euro a un geometra per sbloccare alcune pratiche edilizie. L’ex dirigente comunale è tornato in libertà e a novembre sarà esaminato in un incidente probatorio sulle dichiarazioni rese durante gli interrogatori.
Il 3 novembre alle 9.30 Gennaro Santamaria sarà esaminato sulle dichiarazioni rese agli inquirenti anche su questo episodio. Secondo la contestazione, l’imprenditore Antonio Iannella avrebbe promesso una somma pari al 7% dell’appalto. La quota sarebbe stata ripartita tra Santamaria, Romeo Melillo e Maurizio Perlingieri. Vincenzo Rosiello, indicato nell’ordinanza come progettista, avrebbe curato i contatti con l’impresa e la consegna del denaro. Per una parte della somma che sarebbe spettata a Santamaria, l’impresa avrebbe eseguito lavori nella sua abitazione e in quelle dei figli. Sono ipotesi accusatorie ancora da verificare nel procedimento.
A novembre l’esame di Santamaria: le udienze e le contestazioni
Alle 13 del 3 novembre, al Tribunale di Benevento, inizierà l’incidente probatorio nell’inchiesta principale. Gennaro Santamaria sarà esaminato sulle dichiarazioni rese agli inquirenti durante gli interrogatori. L’ordinanza ha calendarizzato otto udienze fino al 24 novembre; il 25, 26 e 27 novembre sono indicati come date per un’eventuale prosecuzione. Il primo appuntamento riguarderà le pratiche edilizie. Secondo l’accusa, Santamaria avrebbe costretto un geometra a promettere 70mila euro per sbloccarle, ricevendo una prima tranche da 4mila. Un secondo capo riguarda la presunta richiesta di 80mila euro per seguire nove pratiche urbanistiche, con il coinvolgimento di Maria Antonella Matticoli.
Il 5 novembre l’esame si concentrerà sui presunti pagamenti legati a due incarichi di verifica: uno per il progetto di piazza Risorgimento e l’altro per i lavori all’ex scuola San Modesto. Le carte contestano inoltre a Matticoli di aver ricevuto parte del denaro. Nella stessa udienza sarà affrontata l’ipotesi di un finanziamento in contanti da 50mila euro, non contabilizzato, per le spese elettorali di Noi di Centro.
Il 6 novembre si parlerà della presunta promessa di future commesse a un’impresa in relazione a quel finanziamento, della promessa di 16mila euro per favorire un incarico di progettazione e dell’appalto per il recupero dell’ex scuola San Modesto. Per quest’ultimo, la Procura ipotizza una richiesta pari al 5% del valore dell’opera, per un totale di circa 181mila euro: secondo l’ordinanza, sarebbero stati versati 80mila euro, di cui 40mila a Santamaria. Un ulteriore capo contesta a Matticoli di aver ricevuto 20mila euro riconducibili allo stesso episodio.
Il 10 novembre l’esame riguarderà un’altra presunta ricezione di denaro da parte di Matticoli e due contestazioni legate ad assunzioni. Secondo l’accusa, Santamaria avrebbe ricevuto 20mila euro dopo lo scorrimento di una graduatoria per vigili urbani e 30mila euro dopo l’assunzione di un istruttore amministrativo.
Il 17 novembre saranno affrontati tre episodi. Il primo riguarda la presunta consegna di 30mila euro dopo l’assunzione di un’assistente sociale. Nel secondo, Pio Minicozzi avrebbe promesso 45mila euro, versandone 25mila, in relazione all’assunzione di una parente e ad alcune pratiche amministrative. Il terzo riguarda la promessa di 10mila euro per velocizzare una procedura pubblica: 2.500 euro sarebbero stati effettivamente consegnati.
Il 18 novembre toccherà ai capi relativi a Domenico D’Agostino e alla cooperativa “Terzo Millennio”. Le contestazioni riguardano presunti pagamenti o promesse di denaro dopo l’ottenimento di finanziamenti per servizi sociali e per la gestione di asili nido. Gli importi indicati sono 19.632 euro, 40mila euro e 75mila euro; per quest’ultimo episodio, sarebbero stati consegnati 15mila euro.
Il 19 novembre l’esame passerà ai presunti accordi legati a lavori, servizi e forniture. Tra questi, la richiesta di 105mila euro a Giovanni D’Occhio per garantire a un’impresa “i buoni uffici” con il Comune, con 30mila euro che sarebbero stati versati; la presunta richiesta di 114.856 euro al referente della cooperativa “Esculapio”, con 20mila euro consegnati; e un’ipotesi di richiesta da 50mila euro per una fornitura di domotica, per la quale sarebbe stata utilizzata una fattura ritenuta falsa. Nella stessa udienza si parlerà anche del presunto accordo per un incarico di progettazione e un finanziamento relativo al dissesto idrogeologico del Parco del Taburno.
L’ultima udienza già calendarizzata, il 24 novembre, riguarderà quattro presunti accordi per incarichi di progettazione e finanziamenti contro il dissesto idrogeologico. Gli interventi indicati negli atti riguardano i comuni di Ponte, Frasso Telesino, San Giorgio La Molara e Pietraroja.
Si tratta di contestazioni provvisorie: la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nel corso del procedimento.


















