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Ricorre oggi il 13esimo anniversario della scomparsa di Carmelo Imbriani, ex capitano del Benevento venuto a mancare il 15 febbraio 2013 a causa di un linfoma di Hodgkin estremamente aggressivo, diagnosticato nell’estate 2012 durante il ritiro dei giallorossi dei quali era allenatore insieme a Martinez. Il suo ricordo continua ad essere vivo non solo nel Sannio ma in tutto il mondo del calcio. 

Caro Carmelo,
ti scrivo come si farebbe ad un amico lontano perché in fondo non te ne sei mai andato ed una parte di te vive con noi, come canta la Curva Sud. Eri il simbolo di un calcio pulito e tutta l’Italia ti ha sostenuto nella tua battaglia contro quel male che ti ha portato via 13 anni fa. Io me la ricordo quella sera. Migliaia di persone in un ‘Ciro Vigorito’ colmo di lacrime e commozione. Quel prato che ti aveva visto tante volte correre sulla fascia d’un tratto si trasformò in un triste scenario per il tuo ultimo saluto da parte di quelle persone che ti amavano tanto. Sai, oggi il calcio è cambiato ed pieno di gente che bacia la maglia ma che é pronta il giorno dopo ad abbandonarti per un tozzo di pane in più altrove. Tu no. Tu eri il figlio prediletto di una terra che ti aveva visto ritornare pieno di gioia dopo aver calcato tutti gli stadi più importanti della Serie A ma sempre con la Strega nel cuore.
Se un bambino mi chiedesse: chi era Carmelo Imbriani? Era un ragazzo che aveva un sogno, indossare la maglia del Benevento e portare in giro fiero quei colori che tanto amava. Era una ragazzo che nella sua battaglia ha unito tifoserie divise da una decennale rivalità sportiva. Manca la tua umiltà in questo calcio di plastica. Ma sappi che ogni volta che la nostra maglia suda in campo, c’è un pezzetto della tua anima che corre insieme ai ragazzi.
Grazie per averci reso orgogliosi di essere beneventani. Grazie per averci insegnato a restare umani, anche nel fango. Una volta hai detto: “Rimane l’uomo. Il calciatore e l’allenatore finiscono, ma l’uomo resta”. E tu sei ancora qui con noi. 
Sempre con te, Capitano”.

Un tifoso qualunque della Strega