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di Valentina Scognamiglio

L’ultimo, nonché il più complesso romanzo scritto da Luigi Pirandello è andato inscena ieri sera nella cornice del Teatro Comunale nell’adattamento del regista Nicasio Anselmo.

Protagonista di quello che originariamente è un lunghissimo monologo, Primo Reggiani ha dato sfoggio di una complessa prova attoriale. Il suo Vitangelo Moscarda racconta con ironia e profonda intelligenza lo sgretolarsi di un mondo visto con occhi sbagliati. Un mondo di cui lui è l’unico spettatore cosciente. Un tema così semplicemente complesso che tutt’ora è in perfetta sintonia con la confusione che dilaga in questa epoca tra la gente, confusione che, proprio come raccontava il drammaturgo, porta le persone ad indossare volontariamente o non, tante maschere quante sono le persone o le situazioni con cui ci si rapporta.

In una cornice suggestiva, dove la scenografia semplice ma di grandissimo effetto, aiuta a portare lo spettatore in quel mondo di cui tutti facciamo parte, ma che non vogliamo vedere per comodità, Primo Reggiani, grazie anche alla guida di Nicasio Anselmo, riesce a raccontare in modo molto chiaro la complessità della mente di Pirandello. Complessità che viene resa ancora più semplice da questo riadattamento che trasforma un monologo lungo e complesso in un vero e proprio spettacolo corale.

Sulla scena, infatti, non c’è solo il protagonista, ma anche tutta una serie di personaggi che, involontariamente, lo aiutano ad aprire gli occhi e scoprire che di Vitangelo non ce n’è solo uno, ma infiniti quante sono le persone con cui interagisce.

E così accanto a Primo Reggiani ritroviamo Francesca Valtorta, Jane Alexander, Fabrizio Bordigon ed Enrico Ottaviano a portare, con leggiadra ironia, lo spettatore in quel mondo tanto surreale quanto estremamente reale che raccontava il nostro Pirandello, perché la messa in scena del regista ha regalato a quest’opera così complessa, un’aria più fresca e più comprensibile al pubblico, rendendo le complesse riflessioni dello scrittore più fruibili nonostante la complessità del testo.

Uno spettacolo che ha giustamente riscosso successo in tutte le tappe toccate e che, grazie all’Accademia di Santa Sofia, è approdato anche nella nostra città regalando nuova luce ad un’opera che per molti purtroppo resta solo un testo studiato a scuola.