In merito all’articolo a firma di Fabio Tarallo arriva il commento del primo cittadino di Benevento Clemente Mastella:
“Gentile Direttore,
nella mia lunga carriera politica, ho rifuggito dal primo istante tanto la retorica quanto gli imbellettamenti: l’effetto cartolina, espressione con la quale si vuole imputare una narrazione favolistica e di facciata della città, non può appartenere a chi dà mezzo secolo ha dedicato ogni attimo a guardare i problemi dritti in faccia, per poi metterci la propria: per il Sannio e per Benevento. Il vostro redattore si riferisce ad episodi reali, ma il rischio è di scivolare in un demagogico disfattismo, soprattutto se non si scinde il grano dell’immenso lavoro svolto dal loglio della cronaca, del fatto singolo. Occorre una discussione pubblica che vada oltre i luoghi comuni e che sappia scindere i problemi strutturali dell’epoca contemporanea dalle responsabilità dell’amministrazione locale.
In primo luogo, imputare la sofferenza del commercio nel centro storico alla sola presenza della ZTL e ai divieti di sosta dimostra una visione miope delle trasformazioni economiche in atto. La crisi dei negozi di vicinato è una sfida globale, causata soprattutto dall’esplosione dell’e-commerce (più 187%, mentre ovunque in Italia è stagnazione per i negozi di vicinato con crescita zero) e dall’attrazione esercitata dai grandi centri commerciali situati nelle periferie. Guardando a realtà della penisola del tutto comparabili per dimensioni e patrimonio artistico — come Ascoli Piceno, Lucca, Perugia o Matera — emerge chiaramente come la pedonalizzazione e la tutela dei centri storici siano l’unica vera chiave per trasformare i borghi antichi in spazi d’incontro attrattivi, in grado di sostenere il turismo, la ristorazione e la socialità. Restituire il centro alle auto lo trasformerebbe unicamente in un parcheggio caotico, soffocando proprio quella bellezza monumentale che rappresenta il nostro primario fattore di attrazione.
La narrazione di un’Amministrazione impegnata unicamente a “tartassare” gli esercenti appare fuorviante. I tributi e i regolamenti urbani sono strumenti indispensabili per garantire l’erogazione di servizi essenziali, la manutenzione degli spazi pubblici e l’organizzazione di eventi che portano flusso pedonale nelle vie del centro. Un sistema di regole certe tutela in primis gli imprenditori onesti, garantendo equità e vivibilità piuttosto che un’anarchia economica dannosa per tutti.
La retorica dell’isola felice è sì vuota, ma anche alimentare percezioni noir e catastrofiste appare controproducente: i dati del Sole 24 Ore, che elaborano quelli ufficiali del Viminale, indicano la Città ad un livello di rischio ‘basso’, terza in Italia per indice di sicurezza. Se un dato singolo diventa pretesto per alimentare, sui social e sui media, una narrazione distorta, diversa dalla realtà statistica, il pericolo è di danneggiare, inutilmente, l’immagine della Città. Per etichettare Benevento come Bronx più che l’esercizio di critica, serve uno sforzo di fantasia.
Quanto alle vicende ambientali, abbiamo chiarito che sulla vicenda dei fiumi, in assenza di competenze specifiche del Comune, abbiamo confidato, con spirito di collaborazione istituzionale negli organi preposti per legge e ovviamente confidiamo nell’operato della Magistratura. La svolta epocale in questa materia porterà la firma di quest’Amministrazione ed è il depuratore che mai nella sua storia Benevento ha avuto. E ora diventa realtà. Come diventeranno realtà Museo Egizio, Parco delle Streghe e sono già realtà numerosi teatri, riaperti da noi, prima chiusi”.



















