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Roma-Napoli-Benevento. Non è la tratta di un nuovo Frecciarossa ma il filo da seguire per raccontare gli ultimi sviluppi della pazza crisi di palazzo Mosti.

Partiamo dalla Capitale. Dalla serata di ieri, il nome di Sandra Lonardo ha cominciato a circolare tra i taccuini dei cronisti politici. I rumor vorrebbero Lady Mastella tra i possibili ‘responsabili’, ovvero il gruppo di senatori che terrebbe in piedi il governo Conte qualora divenisse definitiva e insanabile la frattura con Matteo Renzi e la sua ‘Italia Viva’.

Di più: la Lonardo e gli altri ‘responsabili’ – e tra questi Paolo Romani e Gaetano Quagliarello – lavorerebbero alla costruzione di una nuova soggettività politica che andrebbe a costituire la ‘gamba centrista’ dell’esecutivo giallorosso. Si spiegherebbe così la presenza a Roma di Clemente Mastella, da ieri impegnato in numerosi incontri e colloqui e ovviamente assoluto protagonista della possibile intesa.

Va da sé che dovesse concretizzarsi questo scenario, ci avvicineremmo ulteriormente alla firma del patto – già nell’aria – tra l’ex Guardasigilli e il governatore Vincenzo De Luca in vista delle prossime regionali in Campania.

E con Mastella alleato al Pd a Roma e a Napoli diventerebbe quasi fisiologico declinare l’accordo anche sul piano strettamente locale. E infatti i contatti ci sono. Senza soluzione di continuità, si susseguono telefonate tra gli sherpa mastelliani e alcuni consiglieri comunali ‘democrat’. Siamo ancora agli inizi della trattativa e sarebbe un azzardo già pronosticarne l’esito, figuriamoci immaginarne i contorni.

A quanto pare, però, dall’abbraccio tra Mastella e i gruppi di riferimento del centrosinistra in Consiglio si sfilerebbe Italo Di Dio, contrario a ogni forma di complicità politica con l’attuale amministrazione.

Ma c’è ancora un altro elemento significativo da sottolineare: la spaccatura tra il gruppo consiliare del Pd e i vertici provinciali del partito.  Non è piaciuta ai democrat di palazzo Mosti la ‘censura’ alle parole di De Luca proferita da Carmine Valentino nella serata di mercoledì (leggi qui). Persino peggio, assicurano i soliti bene informati, sarebbe stata accolta la notizia della convocazione per martedì prossimo del tavolo del centrosinistra (leggi qui). Iniziativa di Valentino non concordata con il capogruppo Francesco De Pierro e giudicata, per utilizzare un eufemismo, troppo frettolosa.

E se alcune colombe sono già in azione per ricomporre la frattura interna all’universo democratico, resta la sensazione che il gruppo Pd al Consiglio voglia giocarsi autonomamente questa partita. Quel che è certo, comunque, è che la crisi al Comune di Benevento è entrata nella sua fase decisiva. E a quanto pare, l’unica strada utile a evitare lo scioglimento della consiliatura e le elezioni anticipate porta proprio al Partito Democratico.