Un confronto durato oltre un’ora in Prefettura per fare il punto sull’emergenza ambientale che negli ultimi giorni ha interessato l’area di Ponte Valentino. Nel pomeriggio il prefetto Raffaela Moscarella ha ricevuto una delegazione dei Comitati Contrade Benevento Nord per la Tutela del Territorio – No BESS, affiancata da altri cittadini residenti tra il Rione Ferrovia, il Centro Storico, le Contrade Nord, il Rione Mellusi e Capodimonte.
Al centro dell’incontro le segnalazioni relative ai persistenti miasmi provenienti dall’area industriale, attribuiti dai cittadini all’impianto di biometano, e il successivo episodio di sversamento di liquami nel fiume Calore, ritenuto riconducibile a un impianto di depurazione della zona di Ponte Valentino. Tra i temi affrontati anche le preoccupazioni per il quadro complessivo dell’inquinamento ambientale dell’area.
Alla riunione hanno preso parte anche rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri e della Questura. Secondo quanto riferito dai partecipanti, nel corso dell’incontro il prefetto avrebbe comunicato che le rilevazioni effettuate dall’Arpac risultano al di sotto delle soglie di pericolosità per la salute umana.
Una rassicurazione che, tuttavia, non ha dissipato i dubbi dei comitati. Gli ambientalisti hanno infatti contestato il concetto stesso di “sotto soglia”, sostenendo che la popolazione abbia comunque diritto a conoscere nel dettaglio i valori rilevati e le sostanze presenti nell’aria.
I rappresentanti dei comitati hanno inoltre chiesto che la Provincia di Benevento certifichi formalmente la non pericolosità delle acque del Calore per gli usi agricoli e per l’irrigazione, alla luce dello sversamento verificatosi nei giorni scorsi.
«Vogliamo capire che aria respiriamo. Da dove provengono questi miasmi? Vogliamo conoscere con precisione i dati che sarebbero sotto soglia e sapere quali sono i valori rilevati», ha dichiarato la portavoce dei comitati, Angela Tretola.
La stessa Tretola ha poi posto l’attenzione anche sul tema del percolato, chiedendo chiarimenti sulla natura del materiale presente nell’area: «Il materiale stoccato è pericoloso per i cittadini? È inquinante?».
L’incontro si inserisce nel percorso di interlocuzione avviato dopo gli episodi che hanno alimentato forte preoccupazione tra i residenti, mentre i comitati ribadiscono la richiesta di massima trasparenza sui dati ambientali e di ulteriori verifiche per escludere qualsiasi rischio per la salute pubblica e per il territorio.


















